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Le accuse reciproche di Pdl e M5S

Senato: respinte ancora le dimissioni della Mangili (M5S)


Senato: respinte ancora le dimissioni della Mangili (M5S)
17/04/2013, 13:16

ROMA - Ancora pollice verso per la senatrice del Movimento 5 Stelle Giovanna Mangili: l'aula del Senato ha respinto la sua richiesta di dimissioni. Favorevoli solo i grillini, contrari tutti gli altri. 
Già due settimane fa si era discusso questa richiesta di dimissioni; in quella occasione la Mangili aveva mandato una lettera che l'Aula aveva considerato lacunosa e per questo aveva respinto le dimissioni. Questa volta è andata di persona a leggere un intervento scritto su un foglietto, intervento che terminava con: "La decisione di rinunciare è maturata nella massima libertà ed autonomia. Anzi, devo dire che le fantastiche persone che fanno parte del mio gruppo hanno tentato di convincermi a restare dimostrandomi affetto e protezione. Rinuncio all’incarico per ragioni personali. Confermo la mia richiesta di dimissioni e chiedo all’Aula di votare favorevolmente per porre fine al tortuoso percorso ad ostacoli che mi vede protagonista". 
Una spiegazione che non ha convinto i senatori, che hanno votato contro. Come dimostrano le parole di Maurizio Gasparri (Pdl): "E’ davvero una scena inquietante quella a cui abbiamo dovuto assistere. La parlamentare ha dovuto leggere su un foglio, come se fosse un discorso preparato, il perché di questo suo gesto. Il Senato è un luogo di libertà in cui ognuno può esprimersi e assistere a scene di questo tipo è davvero preoccupante". 
Di diverso parere Vito Crimi, capogruppo al Senato per il M5S: "Sono costernato dalla crudeltà dimostrata in questa aula nei confronti di una persona che sta cercando di esercitare un suo diritto, quello di rinunciare a un mandato. Giovanna Mangili ha dichiarato sin dall’inizio l’intenzione di rinunciare. Non capisco questo atteggiamento. E’ venuta in quest’aula per spiegare ed evidentemente ha parlato sentendosi emozionata. Evidentemente non siete abituati a persone che decidono di lasciare un posto perché non se la sentono. Le persone che non rispettano le istituzioni sono quelle che hanno 3-5 poltrone insieme e non vi vogliono rinunciare". 

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di Antonio Rispoli
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