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Sentenza stupro branco, Cortese (Pd): Giustizia strabica dinanzi al femminicidio


Sentenza stupro branco, Cortese (Pd): Giustizia strabica dinanzi al femminicidio
24/07/2013, 15:27

NAPOLI - “La giustizia italiana è strabica, non vuol vedere l’aumento dei casi di femminicidio e dal 2010, imperterrita, emette sentenze che, di fatto, negando il principio di custodia cautelare obbligatoria per lo stupro di gruppo, spingono le donne al silenzio e gli uomini all’impunità”.

Così la consigliera regionale del Pd, Angela Cortese, commenta la sentenza 232 della Consulta con la quale il principio già in vigore per i reati di violenza sessuale con minorenni viene esteso a quelli analoghi commessi ad opera del “branco”, quando l’esame del caso specifico lo rende possibile.

“Già a febbraio del 2012 – ricorda Cortese – la suprema Corte, estendendo una pronuncia della Consulta del 2010, dichiarò che, nelle violenze sessuali del branco, era possibile applicare misure cautelari alternative, suscitando l’ira delle donne impegnate da anni contro questo tipo di reato”.

“Nonostante ci sia in Italia una legge di contrasto alla violenza sessuale che non consente misure diverse dal carcere – continua la consigliere regionale del Pd - assistiamo invece a sentenze come quella di ieri che rappresentano un messaggio sbagliato contro le donne e denotano il ritorno a quella cultura giuridica antica, che intendeva il reato di stupro non contro la persona ma contro la morale. Le aggravanti in questo caso - continua Cortese - furono introdotte proprio per evitare lo scempio della condanna senza un giorno di carcere per chi commette reati gravi come questo. Il movimento delle donne per anni si è battuto per affermare questi principi messi ora in discussione da sentenze come queste”.

“Il risultato – conclude Cortese – è una giustizia non al passo con i tempi che rischia di sottovalutare reati gravissimi come il femminicidio, in aumento in Campania, regione che purtroppo detiene la maglia nera”.

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di Redazione
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