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I nazisti uccisero 335 italiani

Settant'anni fa le Fosse Ardeatine. Napolitano: "La pace non è un regalo"


Settant'anni fa le Fosse Ardeatine. Napolitano: 'La pace non è un regalo'
24/03/2014, 16:37

ROMA - Sono passati 70 anni da quel 24 marzo 1944, giorno in cui 335 tra civili e militari italiani furono fucilati dalle truppe tedesche all'interno di cave di tufo abbandonate lungo la via Ardeatina: le "Fosse Ardeatine", appunto.

Per la commemorazione oggi al sacrario erano presenti il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il presidente del Senato Pietro Grasso, il ministro della Difesa Roberta Pinotti, il sindaco di Roma Ignazio Marino, il governatore del Lazio Nicola Zingaretti, il suo vice Massimiliano Smeriglio, il presidente del Consiglio regionale Daniele Leodori.

Napolitano ha onorato così uno dei luoghi che ha visto eprimersi con maggior impeto e violenza la furia nazista: "Bisogna sempre saper ricordare che la pace non è un regalo o addirittura un dato scontato e per quel che riguarda il nostro e gli altri paesi europei è una conquista dovuta a quella unità europea, a quel progetto europeo che oggi da varie parti si cerca di screditare. Questa giornata assume il significato di un ricordo terribile e incancellabile. Settant'anni sono un importante anniversario. La scorsa settimana a Cassino sono state ricordate altre giornate terribili".

Importanti anche le parole di Ignazio Marino che parla anche del caso dei funerali di Erich Priebke: “Oggi entrando qui, ascoltando quell’elenco interminabile di 335 nomi a cui ne mancano 9 ancora non identificati ho pensato ancora una volta che ho fatto bene a proibire le esequie pubbliche nell’autunno del 2013 a chi partecipò a questo tremendo indescrivibile massacro”.

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di Elisa Manacorda
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