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La dichiarazione del neo ministro della Giustizia

Severino: “Il braccialetto elettronico per svuotare carceri”


Severino: “Il braccialetto elettronico per svuotare carceri”
29/11/2011, 21:11

ROMA – “Più che sull'amnistia, che comunque non è di portata governativa, per incidere sul sovraffollamento delle carceri sarebbe meglio verificare se non ci siano altri mezzi deflattivi con portata stabilizzante del sistema carcerario, come le misure alternative alla detenzione”. Lo ha sostenuto il ministro della Giustizia, Paola Severino, nella sua audizione alla Commissione giustizia del Senato.

“I provvedimenti svuota carceri sono provvisori, liberano momentaneamente carceri che sono destinate a riempirsi di nuovo”, ha detto il ministro sottolineando che la costruzione di nuove carceri richiede tempi lunghi e non è una misura attuabile  rispetto all' emergenza attuale, caratterizzata da un numero di detenuti non sostenibile e non coniugabile con il rispetto dei diritti fondamentali della persona. “ Bisogna puntare su interventi strutturali, come misure alternative alla detenzione. E l'allargamento dell'istituto della detenzione domiciliare «potrebbe essere tra gli obiettivi più immediati da prendere in considerazione. C'è da riflettere anche sulla messa in prova, un istituto che c'è in altri Paesi e che in Italia per i minori ha funzionato benissimo e che potrebbe dare risultati soprattutto sul profilo del «reinserimento sociale”.

Per il ministro risparmi notevoli si otterrebbero con l'uso del braccialetto elettronico come misura alternativa alla detenzione. “I problemi tecnici sono risolvibili. Dove è applicato il braccialetto il tasso di recidiva è estremamente limitato”. Severino ha evidenziato che sinora in Italia l' utilizzazione del braccialetto elettronico, per la quale va prestato il consenso preventivo da parte dell'interessato è stata molto scarsa in questi anni, a fronte del grande successo che ha avuto invece in altri Stati dell'Europa e negli Stati Uniti. “Ho già avuto una riunione con il ministro dell'Interno per capire il perché di questo fallimento e di fronte a un problema tecnico che sembrava non risolvibile abbiamo unito le forze. Il risultato è che forse si potrebbe riuscire a varare un progetto di utilizzazione del braccialetto elettronico più ampia di quanto sia avvenuto sino ad oggi”.

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di Redazione
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