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Stefano: è stata fatta una scelta "a maggioranza"

Si della giunta.Berlusconi: "Colpita al cuore la democrazia"

Schifani indignato: "Il copione era stato già scritto"

Si della giunta.Berlusconi: 'Colpita al cuore la democrazia'
04/10/2013, 21:04

ROMA- La giunta per le Immunità del Senato ha votato si alla decadenza per Silvio Berlusconi, condannato in terzo grado per evasione fiscale, dopo sette ore di discussione a porte chiuse.

La decisione è stata comunicata dal presidente della giunta, Dario Stefano, il quale, al termine della camera di consiglio, ha dichiarato che la scelta è stata fatta "a maggioranza", passando così la parola entro 20 giorni al Senato, che dovrà esprimersi a riguardo.

Scottante è l'immediata reazione del presidente dei senatori del Pdl Renato Schifani, che afferma: "Peggio del previsto. Il copione era stato già scritto e se ne conosceva la trama ma si è andati oltre ogni limite di tollerabilità"."Al verdetto politico, fondato sul pregiudizio e sull'odio verso Silvio Berlusconi, in palese violazione del principio della non retroattività della legge penale sancito dalla Costituzione, oggi si è aggiunto l'intollerabile comportamento di un senatore che ha infranto il patto di riserbo dell'udienza pubblica dell'organismo parlamentare e inficiato così la legittimità della decisione. Un comportamento, questo - rileva Schifani riferendosi ad un post pubblicato su Facebook dal grillino Vito Crimi - che avrebbe dovuto imporre lo stop ai lavori, come abbiamo richiesto al presidente Grasso. Ora spetterà all'Assemblea del Senato evitare che si consumi definitivamente questo gravissimo vulnus costituzionale e regolamentare. Ci auguriamo che gli alleati di governo, Partito democratico e Scelta Civica, abbiano in quella sede un sussulto di responsabilità e respingano insieme al Pdl il pronunciamento odierno". Il presidente Stefano ribatte sostenendo che il post di Crimi "non era un motivo sufficiente per sospendere la seduta".

Gli avvocati del Cavaliere, Franco Coppi, Piero Longo e Niccolò Ghedini, non si sono presentando all'udienza pubblica, la quale per tale motivo è durata poco più di un'ora. "Il diritto a un giudizio imparziale è evidente fondamento di ogni procedimento in un sistema democratico. Molti dei componenti della Giunta delle elezioni del Senato si sono già più volte espressi per la decadenza del presidente Berlusconi".Questa la motivazione addotta dai legali di Berlusconi, i quali continuano: "Non vi è dunque  possibilità alcuna di difesa nè vi è alcuna ragione per presentarsi di fronte a un organo che ha già anticipato, a mezzo stampa, la propria decisione. Nessuna acquiescenza nè legittimazione può essere offerta a chi non solo non è, ma neppure appare imparziale. Il non partecipare era dunque non più una scelta, ma un obbligo. Non vi è dubbio che anche questa ulteriore violazione dei diritti costituzionali e dei principi della Convenzione Europea troverà adeguato rimedio nelle sedi competenti".

 

Aggiornamento delle ore 21.10 (Flavia Stefanelli) "Questa indegna decisione e' stata frutto non della corretta applicazione di una legge ma della precisa volonta' di eliminare per via giudiziaria un avversario politico che non si e' riusciti ad eliminare nelle urne attraverso i mezzi della democrazia", e' stato il commento di Silvio Berlusconi. "La democrazia di un Paese si misura dal rispetto dalle norme fondamentali poste a tutela di ogni cittadino", ha affermato il leader Pdl in una nota.
  "Violando i principi della Convenzione Europea e della Corte Costituzionale sulla imparzialita' dell'organo decidente e sulla irretroattivita' delle norme penali - ha accusa Berlusconi - oggi sono venuti meno i principi basilari di uno stato di diritto. Quando si viola lo Stato di diritto si colpisce al cuore la democrazia".

 

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di Flavia Stefanelli
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