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Bossi: "Dimissioni per Berlusconi, tanto non lo fa"

Si va verso un governo di larghe intese

Nessun prelievo forzoso dai conti corrente

Si va verso un governo di larghe intese
02/11/2011, 19:11

ROMA – Si va verso una soluzione che forse non accontenta nessuno. Dopo le pressioni giustificate, a dir poco, del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ha chiamato più volte il governo a trasformare in realtà le utopistiche proposte dell’esecutivo guidato dal cavaliere di Arcore, sembra che la possibilità di un governo di larghissime intese sia la più quotata. Intanto l'ipotesi più volte circolata nei giorni scorsi che prevedeva un prelievo forzoso del 5 per mille sulle somme in banca è stata smentita da fonti della stessa maggioranza: Massimo Corsaro, vicecapogruppo del Pdl alla Camera, ha spiegato ad Affaritaliani.it, che l'esecutivo potrebbe scegliere la strada della patrimoniale per fronteggiare la crisi dei mercati. E i prelievi forzosi sui conti correnti? «No, non sono mai stati nemmeno presi in considerazione. Finora». Intanto sulla burrascosa situazione interna le reazioni del mondo politico non tardano ad arrivare, anche perché stasera si saprà qualcosa in più dopo il consiglio dei ministri straordinario e di tempo per rimuginare proprio non ce n’è. «Berlusconi deve lasciare e poi si può aprire una nuova stagione politica». Antonio Di Pietro ribadisce di essere pronto a appoggiare un governo di larghe intese, con un programma economico diverso da quello che in queste ora sta prendendo forma a palazzo Chigi.  Dal canto suo il vicepresidente di Fli Italo Bocchino incalza: «Al presidente Napolitano abbiamo ribadito la nostra posizione: il Paese così non può andare avanti, non è più tempo delle promesse, ma dei segnali concreti. Serve dunque un governo di ricostruzione nazionale che assuma la responsabilità delle misure necessarie a far uscire il Paese dalla crisi». Il Terzo polo è tornato a ribadire la richiesta di un passo indietro del premier: «C'è un problema di credibilità - spiega Bocchino - che riguarda Berlusconi, per cui se resta alla guida del governo qualsiasi misura rischia di essere inutile». Di qui la disponibilità di Fli a un «governo alternativo di larghissima convergenza che coinvolga le diverse sensibilità istituzionali e politiche per salvare l'Italia», conclude Bocchino. «No comment» invece dal leader della Lega, Umberto Bossi, che risponde a chi gli domanda se ritenga necessario un passo indietro di Silvio Berlusconi. A questo punto il premier deve lasciare palazzo Chigi? , insistono i cronisti. «Berlusconi non lo fa. Inutile chiedere, tanto quello non lo fa», taglia corto il Senatur. Mentre è giallo sulla riunione dell'ufficio di presidenza del Pdl, chiamato ad analizzare gli sviluppi della situazione economica e politica, in vista del Consiglio dei ministri convocato per le 20. Alla riunione, presieduta dal premier Silvio Berlusconi, è assente il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, impegnato, come ha spiegato il capogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri, nella seduta della Commissione Bilancio di Palazzo Madama. Al termine della riunione dell'ufficio di presidenza del Popolo della libertà, il segretario Angelino Alfano e i capigruppo di Camera e Senato, Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri, salianno al Quirinale per essere ricevuti dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. 

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di Valerio Esca
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