Politica / Parlamento

Commenta Stampa

SICUREZZA: PACCHETTO, DOPPIO PACCHETTO E CONTROPACCHETTO


SICUREZZA: PACCHETTO, DOPPIO PACCHETTO E CONTROPACCHETTO
10/05/2008, 19:05

Il pacchetto sicurezza dovrebbe essere pronto martedì per essere esaminato al primo Consiglio dei ministri.

Questo è quello che afferma Roberto Maroni, new entry al Viminale. "Ho fissato per martedì una riunione con i ministri degli Esteri, della Difesa e della Giustizia", precisa il ministro dell'Interno al quotidiano "La Padania". Poi spiega che non si ripartirà da zero: "Ci sono testi della Lega e del Pdl della passata legislatura. Si tratta di preparare norme efficaci anche alla luce degli ultimi fenomeni di immigrazione comunitaria".

E qui, con trattati da studiare (Libera circolazione dei cittadini) e rapporti diplomatici da salvare (vedi Romania), il compito di Maroni sarà tutt'altro che semplice. Se stamattina alcuni giornali titolavano sul pericolo Rom, è chiaro che il numero Uno del Viminale vuole a tutti i costi arrivare a qualche risultato. E magari presto. Già, i risultati. E i tempi. Quando si parla di Giustizia e Sicurezza non è quasi mai certo il punto di partenza, e non è mai scontato l'arrivo.

 

Era stato uno dei principali tormentoni, prima dell'ultima fase del governo Prodi. Il famigerato "pacchetto sicurezza". Si partì dalle stragi sulle strade, nella scorsa estate, si studiarono norme contro gli ubriachi al volante.

Non era ancora "pacchetto sicurezza" ma sembrava un inizio. Continuamente rinviato, il pacco si manifestava in poteri più o meno eccezionali a sindaci e prefetti, giudicati eccessivi da più parti. Da altre, invece, l'azione era giudicata blanda.

La lotta alla contraffazione sembrava un altro caposaldo del pacchetto. Si prevedevano addirittura attività di Polizia sotto copertura nella lotta "per" il marchio.

Contemporaneamente venivano promessi grossi cambiamenti in materia di lotta allo sfruttamento della prostituzione. Si ascoltavano anche le associazioni del settore. E magari si pensava, giustamente, che agendo sugli sfruttatori si potessero arginare le mafie dell'Est.

Quelle norme, che dovevano essere ad hoc per la delicatezza e l'importanza della questione, non vennero mai presentate. Non videro la luce neanche le linee guida. Certo, Prodi poi cadde. Ma non erano certo i "papponi" a turbare i Palazzi romani.

 

.

Commenta Stampa
di Giulio d'Andrea
Riproduzione riservata ©