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SICUREZZA SUL LAVORO, IN CAMPANIA AN PRESENTA INTERROGAZIONE


SICUREZZA SUL LAVORO, IN CAMPANIA AN PRESENTA INTERROGAZIONE
18/02/2008, 13:02

Ancora una morte sul lavoro e ancora in Campania. Sono decine i morti che in pochi mesi sui luoghi di lavoro si vanno ad aggiungere al triste dato nazionale. Più di trecento morti ogni anno, più di un morto al giorno. "Quanto è accadauto l'altro ieri a Sant'Agata dei Goti, è l'ennesima vittima sul lavoro e la Regione Campania continua ad affrontare il tema della sicurezza sul lavoro con spot e le delibere clientelari senza alcun intervento concreto". E'quanto affermano il Vice Presidente del Consiglio Regionale della Campania, Salvatore Ronghi e il consigliere regionale di An, segretario della Commissione Regionale Attività produttive, Mario Ascierto Della Ratta, che, sul tema, hanno presentato un'interrogazione urgente al Presidente della Regione e all'Assessore regionale al Lavoro. Nell'interrogazione i due esponenti di Alleanza Nazionale si soffermano "sulla drammaticità delle morti sul lavoro, che colpiscono fortemente la Campania" e sulla "carenza di Tecnici della Prevenzione, i quali risultano in servizio, al 31 dicembre 2006, presso le tredici Asl della Campania, nel numero di 251 a fronte dei 1011 previsti in pianta organica, una carenza - sottolineano Ronghi e Ascierto - già evidenziata dall'Associazione Unione Nazionale del Personale Ispettivo Sanitario d'Italia), l'11 aprile del 2007, al Presidente della Regione Campania". "A fronte di ciò, la Giunta-Bassolino, anziché adottare provvedimenti realmente finalizzati ad incrementare questa figura professionale e a garantirne l'efficace formazione - sottolineano Ronghi e Ascierto - si limita alle consuete strategie clientelari, approvando una delibera, il 17 dicembre scorso, che tenta di individuare tali figure professionali all'interno dell'organico delle Asl, senza minimamente considerare che tali figure devono possedere una serie di requisiti previsti dalle normative vigente, tra cui la laurea specifica". "Siamo, perciò, al cospetto dell'ennesima bufala alla campana - aggiungono Ronghi e Ascierto - perché, da un lato, non si garantisce occupazione per coloro che hanno i requisiti di Tecnico della Prevenzione negli ambienti di vita e di lavoro e, dall'altro, si tenta di dare attuazione alla legge nazionale solo a parziale copertura di organico e senza valutare l'efficacia dell'azione". "Nell'ambito delle responsabilità dei disastri provocati da Bassolino - hanno concluso Ronghi e Ascierto - va annoverano anche il dramma degli incidenti sul lavoro che vedono il Presidente della Regione in buona compagnia con l'assessore alla sanità Montemarano. E' chiaro che, oltre al ritiro di quella delibera, insistiamo nel sostenere che Bassolino deve dimettersi".

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di Giancarlo Borriello
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