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Lepore: Berlusconi sarà comunque interrogato. È necessario

Silvio scrive ai pm. Memoria inutile: non basta a evitarli

È polemica sull’incontro annullato. Per reale impedimento?

Silvio scrive ai pm. Memoria inutile: non basta a evitarli
13/09/2011, 11:09

ROMA – Un memoria difensiva per spiegare ai magistrati i suoi rapporti con Gianpaolo Tarantini e, soprattutto, negare ancora una volta di essere stato ricattato dall’imprenditore pugliese. È questa la linea adottata dal presidente del Consiglio, nel tentativo di annullare l’interrogatorio con i pm napoletani in relazione all’inchiesta sul caso estorsioni-escort. L’auspicio di Berlusconi, benché lui stesso abbia ripetuto più volte di non voler fuggire ai pm e di non temerli, sembrerebbe, invece, proprio quello di evitare il faccia a faccia con gli stessi. Tentativo fasullo però.
Il Procuratore capo di Napoli, infatti, non ha usato giri di parole nel giudicare la memoria difensiva del premier come un atto valido, ma non sufficiente: “Non basta ad evitargli il faccia a faccia con i magistrati”. Giovandomenico Lepore, infatti, intervenendo a “24 Mattino”, su Radio 24, ha detto: “Non è un memoriale, ma una memoria difensiva. Ma non basta, anche se va letto ciò che c’è scritto e bisogna tenerne conto ai fini processuali. Va sentita la parte lesa, noi abbiamo elementi per pensare che ci sia un’estorsione e la vittima (il premier), nega tale estorsione, quindi dobbiamo sapere i particolari”. “La memoria difensiva non basta - ha rimarcato Lepore - perchè è una versione unilaterale: vanno fatte le domande e ci sono fatti specifici da contestare. Le controdeduzioni con domande da parte dei magistrati sono necessarie per fare chiarezza, non per senso di persecuzione nei confronti di qualcuno”.
Nulla di fatto, dunque, l’incontro con i pm napoletani, suo malgrado, Berlusconi dovrà affrontarlo. Resta ora da capire in quale data, nella speranza che non sbuchi fuori un altro legittimo impedimento. Di sicuro però, l’iniziativa della memoria non può non essere interpretata come un tentativo di sopprimere l’audizione davanti ai pm. D’altronde già nei giorni scorsi, in accordo con lo stesso premier, gli inquirenti della Procura di Napoli si erano accordati per un incontro con il Cavaliere fissato oggi a Palazzo Chigi. Ma, guarda caso, presunti ed improvvisi impegni istituzionali di Berlusconi hanno fatto si che l’appuntamento di oggi saltasse per “impedimento” del presidente del Consiglio a partecipare all’interrogatorio.

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di Antonio Formisano
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