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Proposta votata ad unanimità anche a Camerota

Sindaci del Cilento chiedono secessione dalla Campania


Sindaci del Cilento chiedono secessione dalla Campania
06/10/2010, 09:10

 
CAMEROTA (Sa). Abbandonare la Campania per realizzare una nuova regione che soddisfi le esigenze dei cittadini della provincia di Salerno ed in particolare del Cilento. E’ la richiesta di secessione avanzata, prima dal presidente della Provincia di Salerno Edmondo Cirielli, e poi da tantissimi sindaci del comprensorio. L’ultima adesione al progetto è giunta dall’amministrazione comunale di Camerota, guidata dal sindaco Domenico Bortone. «Ad unanimitá - spiega il primo cittadino della cittadina costiera - il Consiglio comunale ha votato a favore di questo progetto che potrebbe rappresentare una svolta per l’economia locale, spesso soffocata dal napolicentrismo. Onestamente - ammette Bortone - la cosa più importante in questo momento non è il Principato di Salerno, ma risolvere il "problema Napoli". Lo Stato deve intervenire immediatamente affinché il resto della Regione non continui a subire rallentamenti causati dai problemi di una cittá che non trova vie di uscita. Napoli non è un problema regionale ma nazionale. Ho deciso di aderire a questo progetto – conclude Bortone – dopo aver ascoltato in televisione alcune dichiarazioni di Caldoro che definiva Napoli una città con un andamento alla Calcutta». Ma l’accusa principale che viene rivolta alla Campania è quella di "napolicentrismo": l’area partenopea attirerebbe infatti la maggior parte delle attenzioni e delle risorse regionali. «Abbiamo aderito a questo progetto portato in Consiglio dal gruppo Pdl "Principe d’Arechi" - spiega l’assessore Pierpaolo Guzzo - per rivendicare più risorse per il nostro territorio che negli ultimi trent’anni è stato trascurato da amministratori legati a Napoli anziché al Cilento.  La nostra comunità, forse troppo distante dai palazzi del potere, ha voglia di riacquisire i propri diritti, diventando protagonista di un nuovo progetto amministrativo». Insomma si è intrapresa così la via prevista dalla Costituzione: quando tanti Comuni che rappresentino almeno un terzo degli abitanti della provincia avranno detto sì, si potrà dare il via al referendum per sancire la nascita della nuova Regione.

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di Red. Pro.
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