Politica / Regione

Commenta Stampa

E la Mussolini si offre come candidata per il Carroccio

Sindaco di Napoli leghista? la Politica Campana si ribella


Sindaco di Napoli leghista? la Politica Campana si ribella
07/04/2010, 11:04

Tutti i napoletani stufi della gestione Iervolino e delle migliaia di opere pubbliche incantierate e mai ultimate avranno invocato l’aiuto di un sindaco leghista dopo aver letto le imprese dei sindaci legati al carroccio nel resto della nazione. Dopo la sconfitta del centrosinistra alle Regionali, si parla di una maggioranza in bilico al comune di Napoli, facendo partire le scommesse su chi sarà il futuro sindaco del capoluogo Campano. Mentre nel centrosinistra verranno indette le primarie che avranno come protagonisti annunciati Andrea Cozzolino e Nicola Oddati (e qualcuno sussurra un ritorno in cattedra di Antonio Bassolino), la destra campana è in fibrillazione sia per le elezioni che potrebbero essere anticipate ad ottobre se la Giunta Iervolino cadrà in questi giorni. Il primo a reclamare la candidatura è Pietro Diodato. Il consigliere Regionale eletto con un consenso davvero ampio è pronto a sbattere i pugni sul tavolo se il suo successo elettorale alle ultime elezioni non sarà premiato con un assessorato. Poi c’è Marcello Taglialatela, che da anni non vede l’ora di candidarsi per culminare al meglio la sua carriera da politico. Molti parlano anche di un ritorno della donna più votata d’Italia, Mara Carfagna: forte di almeno 20 mila preferenze nel capoluogo campano; ma potrebbe darsi che il Ministro sostituisca Berlusconi candidandosi come consigliera con la finalità di strappare all’opposizione migliaia di preferenze per poi dimettersi per ritornare a ricoprire il suo incarico.

Uno scenario troppo scontato forse, quello del centrodestra, che registrerà sicuramente dei colpi di scena. A vivacizzare questa polpetta politica già trita e ritrita, ci ha pensato la Lega Nord. Forte del suo successo registrato a macchia di leopardo su tutta la Penisola, il partito di Umberto Bossi ha smosso le calme acque di questi giorni di festeggiamenti, gettando nello stagno dello scenario politico napoletano un bella provocazione: quella di candidare un sindaco legato al simbolo della Lega. Secondo i leghisti, i casalesi sono stati sconfitti dall’ottimo operato del ministro dell’Interno leghista, Roberto Maroni. Un ottimo risultato che potrebbe permettere agli esponenti politici del Carroccio di cambiare la mentalità campana, candidando un leghista al comune di Napoli. Nomi ancora non se ne fanno, se non quello di Alessandra Mussolini che si è proposta al partito di Umberto Bossi come aspirante alla poltrona di Sindaco.

Le reazioni espresse dagli attori del mondo politico campano non sono state positive. Il neogovernatore della Campania Stefano Caldoro ha bollato la proposta di Maroni come una battuta scherzosa. Erminia Mazzoni, europarlamentare candidata unica ad essere investita dell’incarico di Assessore al Turismo, ha chiesto a Maroni di inviare più poliziotti nel capoluogo partenopeo, dimenticandosi che il ministro leghista ha già impiegato le truppe dell’esercito per colmare il deficit della sicurezza campana. Sarebbe stato meglio chiedere forse fondi in più per la polizia, ma l’europarlamentare Mazzoni sa bene che questi compiti “monetari” spettano al ministro dell’economia Giulio Tremonti. Per Marcello Taglialatela si tratta di una provocazione inutile che andrebbe a minare l’orto che egli stesso sta coltivando da tempo, mentre l’unico favorevole è l’artista Peppino di Capri che forse ha espresso il pensiero di una buona parte dei cittadini Campani. Secondo il noto compositore, un sindaco leghista potrebbe dare uno scossone alla città dopo anni di sfacelo. Anche noi della Julie abbiamo più volte gettato questa provocazione, peccato che durante le Regionali abbiamo contattato il Partito della Lega Nord per sapere quali fossero i loro referenti in Campania. Le risposte dal partito sono state sempre negative. La Lega attualmente non ha esponenti in Regione che lavorano sul territorio, toccherà quindi al partito di Bossi dare credibilità a questa provocazione che attualmente non presenta presupposti di attuazione.

Commenta Stampa
di Livio Varriale
Riproduzione riservata ©