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Inchiesta di Repubblica.it su dati Openpolis

Soldi ai partiti, quasi 3 miliardi in 20 anni


Soldi ai partiti, quasi 3 miliardi in 20 anni
29/01/2014, 10:42

ROMA - Il sito Repubblica.it riporta oggi un dato sconcertante, basato sui dati di Openpolis: dal 1994 ad oggi i partiti hanno incassato qualcosa come 2,7 miliardi di euro. Pari a circa 130 milioni di euro all'anno, una enormità. E c'è da considerare che la cifra riguarda solo i rimborsi spese per le elezioni nazionali, le europee e regionali, non le comunali e provinciali. Una cifra veramente enorme, anche se la dividiamo per il numero di elezioni: 15, in questi 20 anni.

E a fronte di quali spese? Circa 700 milioni di euro in tutto. Insomma, circa un quarto dell'incassato. Il resto, quasi 2 miliardi, è rimasto nelle casse dei partiti. Più o meno, perchè i casi Lusi, Belsito, Fioroni, e le tante indagini in corso in diverse regioni di Italia con l'accusa di peculato, dimostrano come in molti casi, una fetta non piccola di quei soldi sia finita nelle tasche di persone che non dovevano usare quei soldi come sono stati usati.

Soprattutto perchè, grazie alle leggi approvate nel 1998 e nel 2002 le somme sono aumentate notevolmente. Nel 1999 quando viene stabilito per legge che non c'è attinenza tra i rimborsi e le spese effettuate, e nel 2002 venne abbassata la soglia per intascare i finanziamenti pubblici dal 4% all'1% dei voti presi e viene raddoppiata la somma rimborsata per ogni voto. Un altro boom all'inizio del 2006, quando una legge stabilisce che i partiti intascano il rimborso elettorale per 5 anni anche se la legislatura finisce prima. Nel 2008 il governo Prodi cade dopo solo 20 mesi e nei tre anni successivi i partiti incassano doppi contributi: per la legislatura 2006-2011 (anche se interrotta) e per quella 2008-2013. Per non parlare poi del fatto che i contributi arrivavano sia ai partiti esistenti (Pd e Pdl) sia a quelli che non c'erano più (Ds, Margherita, Forza Italia, Alleanza Nazionale). Insomma, un problema non di rimborsi pubblici, ma di pura avidità dei partiti, che hanno trovato ogni scusa per aumentare a dismisura le cifre incassate.

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di Antonio Rispoli
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