POLITICA - Parlamento
SOLUZIONI E IDEE A PIANURA: TERMOVALORIZZATORE A FREDDO E RICICLO IN CASA
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21/01/2008, ore 10:05 -
Essere in emergenza non significa soltanto avere paura ma anche provare a cambiare, capire di dover trovare soluzioni. La bravura, però, è anche quella di risolvere i problemi nel migliore dei modi, utilizzare forze e fondi per chiudere definitivamente le questioni e non sapere di trovarsi in futuro dinanzi a nuove difficoltà. Ieri Pianura è stata ancora una volta scenario di manifestazione, ma più che altro di incontro e studio, il sindaco di Acerra, una encologa di Brescia hanno provato a spiegare ai cittadini interessati cosa sta accadendo e cosa si può fare. Ciò che ha lasciato tutti a bocca aperta sono state innanzitutto le parole della dottoressa che ha raccontato come a Brescia, alcune persone si trovino a dover affrontare una tra le più grandi emergenze della vita: il tumore. Non è possibile collegare clinicamente la malattia al fatto di vivere vicino al termovalorizzatore e ,quindi, allinquinamento, ma pare che dalle analisi alcune sostanze ritrovate nel sangue aiutino a comprendere che questo potrebbe essere un reale problema e una spiegazione al tumore. Oggi la gente ha paura, teme per la propria salute e non ha tutti i torti, ma come fare? Dall’incontro sono venute fuori tante verità e idee per rendere ogni cittadino più responsabile e capace di contribuire con il miglioramento della qualità della vita e fornire alle istituzionialcune soluzioni alternative. Il lavoro di tutti è fondamentale per poter raggiungere i risultati, per quanto concerne le scelte istituzionali potrebbero rivolgere le proprie attenzioni verso il termovalorizzatore a freddo che non inquina come il normale adoperato che si vuole costruire, per quanto riguarda i singoli cittadini invece potrebbero comperare una macchina che costa circa 60 euro che ricicla l’umido in casa, così da non gettarlo per strada nei sacchetti, l’umido riciclato verrebbe poi portato in alcuni luoghi scelti dove i contadini, dichiaratisi contenti di una simile soluzione perché adopererebbero concimi naturali e non chimici rendendo la qualità dei raccolti nettamente migliore, lo comprerebbero per i loro campi. Tutto questo non significa non essere in emergenza, non significa che non c’è fretta né che non ci sia bisogno di prendere decisioni rapide ma vuol dire solo che si può riuscire a fare ancora meglio di quanto si pensava. A tutto ciò si aggiunge la questione dei rifiuti nocivi spesso collegata al traffico di questi ultimi, inoltre la Convenzione di Aarhus, 1998, e la direttiva 2003/35/CE non sono molto conosciute dai cittadini e non vengono utilizzate, restando “carta morta”, con la Convenzione e la direttiva del parlamento europeo e del consiglio, 26 maggio 2003, si indica ai cittadini dettagliatamente come esercitare il diritto di partecipare alla formazione di progetti, piani e programmi in materia ambientali, esercitando in oltre la democrazia e riuscendo a smuovere le acque quando una decisione danneggia la salute. Chissà cosa e quando avverrà, quello che è certo è che siamo in emergenza.
di Francesca Fortunato
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