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Nazionalità italiana, Zaia dice no

Sono seicentomila i figli di immigrati nati in Italia


Sono seicentomila i figli di immigrati nati in Italia
23/11/2011, 20:11

ROMA - Hanno forme e stili di vita del tutto simili ai coetanei italiani, parlano romanesco, milanese, toscano, sono a tutti gli effetti parte integrante della nostra società, ma non hanno acquisito la cittadinanza italiana alla nascita perchè la legge italiana non lo prevede. Sono i minori nati nel nostro paese da genitori stranieri, un 'esercitò di ben 572.720 under 18. Rappresentano quasi il 60% dei circa 900 mila minori stranieri residenti nel Paese e, a conti fatti, il 7% dell'intera popolazione scolastica. Molti di loro non hanno mai conosciuto il paese di origine dei genitori. Per questi minori, ieri protagonisti dell'appello lanciato dal Presidente Napolitano affinché lo ius soli prenda il posto dello ius sanguinis, è evidente la divaricazione tra lo status giuridico e l'identità personale, costruita nell'acquisizione del patrimonio linguistico e culturale e nei legami sociali. Un'intera generazione che cresce e rischia dunque di restare straniera nel paese che sente come proprio, in cui è nata, si è formata, e nel quale intende restare per sempre; ovviamente scoprendosi straniera anche nei confronti della cultura e spesso della lingua del paese di appartenenza. Il minore nato in Italia da genitori stranieri risulta infatti straniero all'anagrafe, benché si tratti di bambini e bambine che nascono, crescono e vivono da italiani. La non cittadinanza porta con sé una serie di ostacoli quotidiani. Il minore nato in Italia da genitori stranieri è titolare di un permesso di soggiorno temporaneo che viene rinnovato dai famigliari. Il permesso di soggiorno, pur garantendogli tutti i diritti sociali (scuola, sanità, ecc.), tuttavia lo fa percepire sempre come temporaneo e precario rispetto ai suoi coetanei italiani.
IL SONDAGGIO - Due terzi degli italiani sono d’accordo con il dare la cittadinanza ai bambini di immigrati nati in Italia. Secondo un sondaggio di Sky, infatti, il 67% dei partecipanti che ha risposto alla domanda del giorno di Sky Tg24 è d'accordo con il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per il quale sarebbe una follia negare la cittadinanza ai bambini nati in Italia da immigrati. Il restante 33% dei votanti non condivide, invece, quanto sostenuto dal Capo dello Stato. «La rilevazione - precisa Sky - non ha alcun valore statistico, in quanto aperta a tutti e non basata su di un campione elaborato scientificamente. Ha quindi l'unico scopo di dare la possibilità di esprimersi sui temi di attualità»
LE REAZIONI - Luca Zaia, presidente della Regione Veneto nel corso di un convegno in Campidoglio, ha commentato così le dichiarazioni formulate ieri dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sulla cittadinanza italiana per ora non concessa ai bambini stranieri nati in Italia«Non condividiamo che chiunque nasca sul nostro territorio sia italiano». Così. «Ho massimo rispetto per il capo dello Stato, ma io dico di no - ha aggiunto Zaia - i motivi sono chiari, in Italia si può diventare cittadini dopo dieci anni». 
«Io credo che le parole pronunciate ieri dal presidente Napolitano siano state parole di grande civiltà. Peraltro la Camera si stava già occupando della cittadinanza ai bambini nati sul territorio nazionale con lo stralcio che è stato fatto. Oltre a tante proposte presentate c'è quindi una proposta che è già pronta per la discussione». Lo dice Anna Finocchiaro, presidente del gruppo del Pd al Senato, che aggiunge: «Deciderà il Parlamento. Anche noi in Senato abbiamo presentato alcuni disegni di legge». «Non vedo nulla di male e di sbagliato -prosegue- nel fatto che si affronti, in tempi brevi, una discussione che riguarda un tema, appunto, di civiltà. Capisco benissimo - prosegue Anna Finocchiaro - che le priorità riguardino la crisi economica. Ma i diktat e le imposizioni che vengono da alcune forze politiche all'attività del Parlamento e alla sua autonomia sono sinceramente fuori luogo».
 
 

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di Valerio Esca
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