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Napoli. Guarda il video di auguri di Lady Mastella in esilio

"Sono una persona perbene, ci rivedremo..."


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'Sono una persona perbene, ci rivedremo...'
22/12/2009, 16:12

NAPOLI - La magistratura l’ha mandata in esilio. Lontana dalla sua terra. Lontana da Benevento e dalla Campania. L’inchiesta su appalti e assunzioni clientelari all’Arpac ha lasciato il segno, in termini politici ma soprattutto umani. Sandra Lonardo, presidente del Consiglio regionale della Campania, meglio conosciuta come Lady Mastella, esce allo scoperto. Con la sua forza d’animo, la sua aggressività nonostante il viso provato da “una condizione drammatica”.
Approfitta del Natale per inviare gli auguri. Ma non è solo quello. Si difende e respinge le accuse dei giudici. “Sono una persona perbene - spiega Lonardo -. Ho sempre fatto tutto nel rispetto delle regole. La cosa che più mi dispiace è che sono stata già condannata prima di un regolare giudizio in un Paese dove la presunzione di innocenza ti accompagna fino al terzo grado. Ci rivedremo”. Nel video allegato all’articolo, il messaggio della moglie dell’ex ministro della Giustizia, Clemente Mastella.
Lo scandalo in questione lo ricordano tutti. E’, come detto, legato agli appalti e alle assunzioni clientelari all’Arpac. Nell’inchiesta finirono 63 persone, di cui 25 raggiunte da misure cautelari. Il provvedimento più eclatante fu, però, proprio quello indirizzato a Sandra Lonardo: divieto di dimora in Campania e in sei province vicine (Latina, Frosinone, Isernia, Campobasso, Foggia e Potenza). Gli sviluppi dell’inchiesta, condotta dalla Dda di Napoli, sono scaturiti dall’unificazione di due filoni su corruzione e concussione dei vertici dell’Udeur in Campania, tra i quali lo stesso eurodeputato del Pdl, Clemente Mastella.
In un file, trovato dalla Guardia di Finanza nel Pc della segretaria dell’ex direttore generale dell’Arpac, c’erano circa 700 nomi di persone assunte e da assumere con la segnalazione del “politico amico”. Tutto scritto. Una prova schiacciante. Anche perché tra gli assunti, stabilizzati e precari, c’erano e ci sono molti nomi eccellenti, tra cui figli di consiglieri comunali dei paesi della provincia di Napoli e parenti dei dirigenti locali del “Campanile”.







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di Giovanni De Cicco
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