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Il Pdl teme che il Carroccio possa superarlo al Nord

Sorpasso della Lega: duello a distanza tra gli alleati


Sorpasso della Lega: duello a distanza tra gli alleati
24/03/2010, 20:03

ROMA – Il patto d’acciaio tra Lega Nord e Popolo della Libertà difficilmente si ossiderà ma in queste ore decisive per gli assetti politici futuri i sospetti tra i due alleati aumentano vistosamente.
Infatti sono molti gli analisti politici che prevedono un netto sorpasso del Carroccio rispetto al Pdl  nelle regioni settentrionali. Una situazione quella del Nord che oltre a provocare malumori tra le fila del centro destra desta serie preoccupazioni per la stabilità politico partitica dell’Italia. Si potrebbe prospettare insomma un Nord ancora più leghista e un sud più frammentario a tutto vantaggio delle regioni padane.
E se il Senatur dice che «quasi quasi Berlusconi lo auspica perchè noi siamo una forza stabilizzatrice rispetto ad altre forze di governo»,  l’idea del «sorpasso» della Lega non convince il presidente del Consiglio «per due motivi: il primo - spiega - è che non ci sarà, il secondo è che con la Lega c’è un’alleanza strategica per riformare il Paese». Ma il "derby" del centrodestra viene sentito, soprattutto nel Pdl. E a riprova c’è la lettera di invito al voto inviata ieri da Berlusconi agli elettori veneti e nella quale non compare mai il nome del candidato leghista Luca Zaia dando la sensazione che la gara con i "cugini" leghisti provoca più di un’apprensione dalle parti di via dell’Umiltà. Senza parlare della questione del "doppio incarico": la Lega, infatti, non intende «mollare il ministero» dell’Agricoltura anche se Zaia dovesse essere eletto governatore del Veneto.
Berlusconi rilancia sulle riforme e sulla necessità di fermare la sinistra giustizialista di Antonio Di Pietro e Bersani ma la Lega sembra non preoccuparsi invece molto della sinistra che potrebbe «essere la più danneggiata dall’astensionismo» perchè «i suoi votanti sono stanchi di vederla non propositiva ma sempre contro e senza portare a casa nulla». Per Bossi, infatti, «l’affermazione della Gauche in Francia si ferma sul Moncenisio, sulle Alpi. Non passa da questa parte». Anzi, il Carroccio punta a fare breccia nelle «regioni rosse» anche se «non sono andato a fare campagna elettorale e questo conta». Obiettivi principali restano Veneto e Piemonte, dove «Cota ha recuperato sulla Bresso», e la Lombardia dove «otterremo un grande risultato». Infine, «c’è la Liguria che mi pare si stia risvegliando a furia di moschee, pasticci e diseconomie». Nelle previsioni di Bossi pare delinearsi quell’abbraccio ’verdè dal Piemonte al Veneto capace di spaventare non solo il Pd ma anche il Pdl.

 

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di Mario Aurilia
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