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Spatuzza: "Graviano mi disse che con Berlusconi avevamo l'Italia in mano"


Spatuzza: 'Graviano mi disse che con Berlusconi avevamo l'Italia in mano'
04/12/2009, 16:12

TORINO – Mafia e Stato, il giorno di Spatuzza. La deposizione del pentito di “Cosa nostra” Gaspare Spatuzza al processo d’appello contro Macrllo Dell’Utri suscita grande attesa. Imponenti le misure di sicurezza adottate, con oltre 200 giornalisti provenienti da ogni parte del mondo a seguire l’evento. La deposizione avverrà nell’aula bunker del Palazzo di Giustizia della capitale piemontese. Una scelta dettata proprio da ragioni di sicurezza. Ecco perché ai lati del tribunale, sarà chiusa al traffico via Cavalli mentre sarano percorribili regolarmente sia via Falcone e Borsellino che corso Vittorio Emanuele.  Il pentito mafioso dovrà ribadire e confermare in aula quanto già rifrito ai pubblici ministeri dei rapporti tra la mafia sicialiana e la politica italiana. In particolare, Spatuzza ha spiegato di aver appreso dai boss Graviano che la cosca siciliana ha puntato proprio su Forza Italia ed addirittura potrebbe rivelare dei retroscena inquietanti sulle stragi mafiose del 1992 e del 1993 che, secondo Spatuzza, vedrebbero il coinvolgimento del capo del governo. La Procura di Firenze ha chiesto che venga applicato il programma di protezione tant'è che il pentito parlerà di fronte ai giudici ma con un microfono protetto da un paravento. 
Più di mille pagine di deposizioni e dichiarazioni al vetriolo che hanno già sconvolto l'Italia ma che potrebbero col passar dei giorni trasformarsi in veri e propri macigni per la credibilità delle istituzioni e di chi le rappresenta. Dalle sue parole emerge un quadro drammatico: un patto stretto tra la politica, lo Stato e la mafia. L'udienza di oggi scatenerà sicuramente una nuova ondata di polemiche e veleni tra le opposte fazioni. Un'altra giornata al vetriolo.


Aggiornamento ore 11.20

Ad inizio udienza l'Avvocato Alessandro Sammarco ha chiesto l'annullamento della revoca dell'audizione del pentito Spatuzza o, in subordine, l'acquisizione di tutti i verbali, che dimostrano - secondo il legale - le menzogne e la manipolazione della verità che l'ex boss compie. Inoltre ha chiesto sollevarsi l'eccezione di incostituzionalità sulla norma del Codice Penale che consente il parziale rinnovamento dell'istruttoria davanti alla Corte d'Appello. Nel caso specifico, sarebbe incostituzionale l'audizione di Spatuzza.
Il Procuratore Generale si è opposto alla revoca dell'audizione di Spatuzza, mentre ha condizionato l'acquisizione dei verbali all'acquisizione anche di tutta una serie di verbali di altri collaboratori di giustizia, come riscontro, e altri atti di indagine.
La Corte poi si è ritirata in Camera di Consiglio per decidere.

Aggiornamento ore 11.50

La Corte d'Appello è entrata in aula e ha respinto tutte le eccezioni della Difesa. Si procede quindi all'esame del pentito Gaspare Spatuzza, sentito come imputato di reato connesso. Spatuzza, pur avendo il diritto di non rispondere, decide di testimoniare.


Aggiornamento ore 13.00

Gaspare Spatuzza ha ripercorso, rispondendo alle domande del Procuratore Generale, il periodo delle stragi. Ma ha parlato anche di Berlusconi, riferendo un episodio del 1994, quando incontra in un bar di Roma, a via Vittorio Veneto, Giuseppe Graviano, che gli conferma che "con questo politico abbiamo l'Italia in mano, non come con questi quattro crasti (testuale, ndr) socialisti". E quando Spatuzza chiede esplicitamente di quale politico si tratta, Graviano specifica che si tratta di Berlusconi. Dopo di che Spatuzza cita un altro episodio del 2004, mentre era in cella e lì incontra di nuovo Filippo Graviano, fratello di Giuseppe, che gli dice di riferire al fratello che "se non arrivava qualcosa da dove doveva arrivare, allora bisognava parlare ai magistrati". E alle domande del Procuratore su cosa significasse la frase, Spatuzza ha detto che il riferimento era a Berlusconi.


Aggiornamento ore 15.10

Dopo un'ora circa di pausa pranzo, riprende l'esame di Gaspare Spatuzza ad opera dell'Avvocato Sammarco, difensore di Marcello Dell'Utri.


Aggiornamento ore 16.00

Finito l'esame di Spatuzza. Nel controinterrogatorio gli avvocati difensori si sono concentrati soprattutto sui dettagli per cercare di minare la credibilità del teste. In particolare si sono soffermati sulle sue condanne (Spatuzza è stato condannato a numerosi ergastoli per 6 stragi e 40 omicidi, ndr), insinuando che abbia avuto vantaggi dall'accusare persone del calibro di Dell'Utri e Berlusconi. Infine hanno sollevato dubbi sulla veridicità di alcuni verbali degli interrogatori fatti dal teste, in quanto contenenti degli "omissis", posti dalla Procura che aveva interrogato Spatuzza. Ma tutte le obiezioni sono state respinte dalla Corte d'Appello.
L'unica domanda che si è un po' allontanata è stata una domanda sul fatto se nel 1991 avesse saputo di una trattativa tra lo Stato italiano e la mafia. Ma Spatuzza ha risposto di no, di averlo saputo solo nel 1994, quando incontrò Giuseppe Graviano nel bar Doney a via Vittorio Veneto. In quella occasione Graviano gli disse anche che "con questo politico (Berlusconi, ndr) abbiamo l'Italia in mano".

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di Giovanni De Cicco e Antonio Rispoli
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