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Il decreto è arrivato in Aula a Montecitorio

Spending Review al rush finale: il governo pone la fiducia

Critiche la Lega e IdV, che attaccano l'Esecutivo

Spending Review al rush finale: il governo pone la fiducia
06/08/2012, 19:17

ROMA - Dopo il via libera del Senato, il governo ha posto la fiducia sul decreto della Spending Review. È così che si va al rush finale in Parlamento, con l’unico obiettivo di licenziare il testo prima della pausa estiva, ovvero domani. Conclusa giovedì la discussione generale, la Camera ha ripreso l’esame del testo: il decreto è arrivato in Aula senza aver subito modifiche rispetto alla versione passata con la fiducia a Palazzo Madama il 31 luglio. Gli emendamenti al dl presentati dai gruppi e dai singoli parlamentari per l’Aula di Montecitorio sono circa 160, ma il governo, rappresentato in Aula dal ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, ha posto subito la questione di fiducia a inizio seduta. Questa sarà votata domani alle 11, mentre il voto finale è previsto intorno alle 15.45.

Immediate le critiche della Lega e dell’IdV, che hanno criticato l’esecutivo per “l’ennesima questione di fiducia”. Il Carroccio parla di “compressione della democrazia”, mentre L'Italia dei valori considera la fiducia chiesta dall’esecutivo “l’ennesimo bavaglio all’opposizione che voleva solo discutere di tre emendamenti”.

 Quanto ai contenuti, il provvedimento stabilisce norme che vanno dal taglio del personale della Pubblica Amministrazione, al riordino delle Province, allo stop ai cosiddetti farmaci griffati. Il decreto prevede dunque tagli di spesa per i più svariati settori della Pubblica Amministrazione. Il provvedimento punta infatti a ridurre la spesa per l’acquisto di beni e servizi , rivede, tra le tante norme, l’organico della p.a. con un taglio, entro ottobre, delle dotazioni organiche delle amministrazioni centrali, con un meno 20 per cento la dirigenza e meno 10 per cento il resto del personale e una revisione del turn over, prevede il contenimento dei costi per il parco auto e i buoni pasto e la riduzione delle spese per il funzionamento della presidenza del Consiglio.

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di Redazione
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