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Via libera ai tagli del 20% in due anni

Spending review, aumento Irpef nelle Regioni in difficoltà


Spending review, aumento Irpef nelle Regioni in difficoltà
26/07/2012, 18:37

ROMA – Secondo un emendamento alla spending review firmato da Cinzia Bonfrisco, Paolo Tancredi, Simona Vicari e Giuseppe Esposito del Pdl e approvato dalla Commissione Bilancio del Senato, le otto Regioni che si trovano  in una situazione di  disavanzo sanitario e sottoposte al piano di stabilizzazione finanziaria potranno anticipare dal 2014 al 2013 la maggiorazione dell'aliquota addizionale regionale Irpef, dallo 0,5% all'1,1%. Via libera quindi per Piemonte, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia all’aumento dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, in base al decreto legislativo di maggio 2011.
Le risorse pari a 800 milioni che, nell'ambito della spending review, arriveranno ai Comuni tramite le Regioni sono destinate “alle regioni a statuto ordinario, alla regione Siciliana e alla Sardegna”. È questo ciò che prevede l'emendamento dei relatori, Gilberto Pichetto Fratin e Paolo Giaretta, depositato alla Commissione Bilancio del Senato. In particolare la Sicilia è la regione nella quale confluiranno le maggiori risorse per i Comuni: 171,508 mln; seguono la Lombardia (83,353 milioni) e la stessa Sardegna (82,3 mln).
“Il governo dei Professori fa il gioco delle tre carte. In teoria concede 800 milioni ai Comuni, prendendone 300 dai fondi già destinati ai Comuni stessi e quindi in realtà da solo 500. Lo scandalo è che questi 500 vengono tolti dal fondo per i rimborsi fiscali alle aziende” - dichiara in una nota Massimo Garavaglia della Lega, vicepresidente della Commissione Bilancio del Senato. “Le aziende che non ricevono i soldi dalla pubblica amministrazione - continua Garavaglia della Lega - adesso non li riceveranno neanche dall'Agenzia delle Entrate per i rimborsi. Come se non bastasse gli 800 milioni vengono dati con l'opposto del criterio del merito: chi più spreca ottiene di più. Così ad esempio la Sicilia, sull'orlo del fallimento, prende 171 milioni, la Lombardia 83 e il Veneto 29”. Un disastro, conclude l'esponente del Carroccio “che consentirà forse ai Comuni di pagare gli stipendi fino a fine anno. Ma poi?”.
“L'andamento delle spese dello Stato - ha spiegato Luigi Giampaolino, presidente della Corte dei Conti - si inquadra in una situazione dei conti pubblici che, nel generale declino degli investimenti, vede una distribuzione diseguale di questa tendenza: con le amministrazioni centrali meno colpite dagli effetti di contenimento e, invece, le amministrazioni locali (ormai titolari di oltre il 70%degli investimenti pubblici) molto esposte a vincoli e restrizioni e che, nel conto che ricomprende regioni, province e comuni, mostrano nel biennio 2010-11 una diminuzione vicina al 20%”.
Nel 2011, ha precisato il presidente della Corte dei Conti, gli investimenti fissi lordi dello Stato hanno segnato un aumento del 12,3%, “che ha consentito solo in parte di recuperare la netta flessione del 2010 (-18,6%). La riduzione della complessiva spesa in conto capitale dello Stato che, nel biennio 2010-11, cumula una caduta dei pagamenti vicina al 40%. Al netto della contabilizzazione dei proventi relativi alla vendita dei diritti di uno selle frequenze radio elettriche, la flessione nel biennio si riduce al 26% (-7% nel solo 2011). È inoltre vicina al 45% la diminuzione dei trasferimenti in conto capitale alle imprese, mentre i trasferimenti agli enti pubblici  risultano ridotti in due anni di circa il 28%.

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di Erika Noschese
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