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“Sono convinto che la sanità non sia a rischio”

Spending Review: Balduzzi, nessun taglio a cure pazienti


Spending Review: Balduzzi, nessun taglio a cure pazienti
07/07/2012, 10:07

ROMA - Precisazione di  Renato Balduzzi, in merito ai tagli alla sanità. Il responsabile del ministero della Salute ha affermato a proposito di Spending Review, intervistato da Stampa, Messaggero e Mattino che i tagli  non riguarderanno i servizi  e le cure ai pazienti.

Queste le parole del ministro : "Prima di tutto chiariamo che il taglio è di 4,5 miliardi e non 5: 900 milioni il primo anno e poi 1,8 i successivi - spiega al quotidiano di Torino - Ma è chiaro che la sommatoria con le manovre precedenti ha creato una ragionevole preoccupazione". 

 "La Sanità – ha aggiunto - è stata chiamata a contribuire per il 20% dell'intera operazione di revisione della spesa e abbiamo cercato di farlo senza intaccare direttamente i servizi offerti ai cittadini ma agendo con misure per spendere meglio"."Noi abbiamo fatto la nostra parte – ha detto Balduzzi al Messaggero - ma la nostra non è l'ultima parola. Non solo perché comunque dovrà pronunciarsi il Parlamento ma anche perché il decreto stesso prevede che se si trova l'accordo con le Regioni entro la fine di luglio, nel Patto sulla Salute 2012-2015 si possono rivedere e modificare gli strumenti per il 2013 e 2014, scegliendone altri più idonei. Naturalmente a saldi finanziari invariati. E' un lavoro comune con le Regioni, dalla prossima settimana riprendiamo gli incontri".


Un confronto necessario, precisa alla Stampa, "altrimenti dal primo gennaio 2014 avremmo un aumento indiscriminato dei ticket per oltre 2 miliardi di euro, previsto dalla manovra del precedente governo. E questi sì che manderebbero in tilt il sistema".

Inoltre il taglio dei piccoli ospedali non sarà deciso per decreto: la razionalizzazione spetta alle Regioni e in caso di inadempienza "scatteranno i poteri sostitutivi". "Sono convinto che la sanità non sia a rischio – ha sottolineato al Mattino -  e che il sistema potrà continuare ad assicurare ai cittadini il diritto alla salute sancito dalla Costituzione".

(Aggiornamento del 07/07/2012 di Rosario Scavetta)
 

ROMA - La scure della spending review colpisce province, difesa, sanità, scuola e dipendenti pubblici. Nessun settore è escluso dal provvedimento che dà una sforbisciata al bilancio di 4,5 miliardi nel 2012 e rinvia (ma non esclude) al secondo semestre del prossimo anno l'aumento dell'Iva previsto a ottobre.

MENO PROVINCE - Il taglio più significativo colpisce il 50% delle attuali 107 Province. La riduzione tiene conto di due criteri: l'estensione (probabilmente 3mila km quadrati) e la popolazione (numero di abitanti inferiore a 350 mila). Salterebbero, dunque, 38 province più le dieci già annullate dalle città metropolitane (almeno sulla carta).

TAGLI ALLA SANITA' - Entro il 30 novembre si dovrà raggiungere lo standard di 3,7 posti letto per 1000 abitanti, arrivando a un taglio stimato in circa 18mila letti tra pubblico e privato accreditato, con una quota di pubblico "puro" che deve essere «non inferiore al 40% del totale. Nella norma sulla rideterminazione dei posti letto si specifica anche che la riduzione deve avvenire "esclusivamente attraverso la soppressione di unità operative complesse". Con i nuovi parametri per i posti letto "rischiano di saltare circa 1000 reparti ospedalieri" e altrettanti primari. È il calcolo stimato dalla Cgil Medici. Con questi tagli, dice Massimo Cozza, si "compromettono i servizi per i cittadini" che avranno meno possibilità di ricoveri senza alternative sul territorio.

MENO SOLDI ALLA DIFESA - La spending review riguarda anche il ministero della Difesa con il taglio di un miliardo di euro complessivi nel biennio 2013-2014, mezzo miliardo per anno. A questi si aggiungono i risparmi derivanti dalla cessione di tutti gli immobili della Difesa al fondo del demanio e dalla decurtazione del 10% del personale. I tagli riguarderanno sia il settore dell'acquisto di beni e servizi sia quello degli investimenti: nel primo ambito verrà attuato un taglio di 100 milioni anche nell'anno in corso. Questo intervento si va a sovrapporre a quanto deciso già dal precedente governo, che aveva previsto una riduzione di un miliardo e mezzo nel 2012, un taglio di 700 milioni nel 2013 e di 800 nel 2014.

LA SCUOLA "ONLINE" - Iscrizioni alle scuole statali solo on line. L'ultima bozza della spending review, in attesa della firma del Capo dello Stato, prevede che a decorrere dall'anno scolastico 2012-2013, le iscrizioni alle istituzioni scolastiche statali di ogni ordine e grado per gli anni scolastici successivi avvengono esclusivamente in modalità on line attraverso un apposito applicativo che il ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca mette a disposizione delle scuole e delle famiglie. In arrivo anche le note via email con veri e propri "registri on line". Dal prossimo anno, inoltre, "le istituzioni dell'università e della ricerca, scolastiche ed educative redigono la pagella degli alunni in formato elettronico. La pagella elettronica ha la medesima validità legale del documento cartaceo ed è resa disponibile per le famiglie sul web o tramite posta elettronica o altra modalità digitale. Resta comunque fermo il diritto dell'interessato di ottenere su richiesta gratuitamente copia cartacea del documento redatto in formato elettronico".
 

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di Gaia Bozza e Rosario Scavetta
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