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Il piano di Bondi: individuati tagli per 4,2 mld di euro

Spending review: da giugno i primi considerevoli risparmi

Sanità, istruzione e giustizia: punti sui quali intervenire

Spending review: da giugno i primi considerevoli risparmi
29/05/2012, 09:05

ROMA – Entra nel vivo la tanto attesa spending review del governo Monti, ovvero quell’insieme di interventi che andranno a razionalizzare la spesa pubblica. Il supertecnico Bondi, infatti, al lavoro per cercare di tagliare gli sprechi dello Stato, assicura che già a partire dal mese di giugno saranno operativi i primi considerevoli risparmi “pari ad almeno 4,2 miliardi di euro, su un volume di spesa considerata aggredibile di circa 100 miliardi”. Le cifre sono state anticipate ieri dal ministro dei Rapporto con il Parlamento, Piero Giarda, secondo cui nel medio periodo la spesa aggredibile potrebbe salire a 300 miliardi di euro.
L’obiettivo principale del supertecnico incaricato Enrico Bondi è quello di assicurare una riduzione della spesa delle amministrazioni pubbliche. Per riuscire in questo intento, Bondi si sarebbe avvalso anche delle segnalazioni che i cittadini hanno inviato attraverso il sito del governo, per individuare tre macro aree sulle quali intervenire: sono, infatti, più di 130 mila le segnalazioni inviate dai cittadini su possibili tagli alla spesa o maggiore razionalizzazione della spesa pubblica.
Le tre macro aree su cui intervenire individuate da Bondi sono: “Ottimizzazione dei prezzi/costi unitari; ottimizzazione delle quantità/consumi unitari; integrazione e razionalizzazione degli strumenti già esistenti”. Dalla sanità alla scuola, dalla giustizia alle consulenze, sono tanti i cantieri già aperti sul fronte della spending review. Ecco i piani allo studio per razionalizzare e tagliare la spesa pubblica:

Sanità: Si punta alla sanità elettronica e alla revisione di alcuni servizi. Possibile anche un ragionamento sui ticket. Nel medio periodo un terzo della spesa pubblica considerata rivedibile (cioè dei 295,1 miliardi di euro in totale) è attribuita al settore sanità: 97,6 miliardi. In questo comparto sono rivedibili soprattutto i consumi intermedi, per 69 miliardi.

Giustizia: Si pensa alla revisione delle circoscrizioni e ad una riduzione degli uffici del giudice di pace. Sui Tribunali la riforma allo studio riguarda la riduzione degli stessi, delle sedi distaccate e degli uffici di procura. Per le carceri si ridurranno gli agenti di polizia penitenziaria impiegando altri mezzi di controllo dei detenuti non pericolosi. Infine sono previsti risparmi di 200-250 milioni l’anno con la gara nazionale unica del servizio di intercettazioni.

Istruzione: Si punta allo snellimento della struttura centrale attraverso l’utilizzo di sistemi informatici, alla riduzione dal 2014 del 50 per cento di spese per affitti e gestione degli immobili, alla riduzione organici dirigenziali. Possibile riorganizzazione della struttura territoriale con riduzione delle articolazioni provinciali. Tra le indicazioni anche la razionalizzazione di distacchi e comandi personale e riequilibrio della rete scolastica regionale e della proporzione tra docenti e classi di alunni. Si punta a rendere più efficiente la gestione delle supplenze e mettere in condivisione spazi come biblioteche e segreterie. Una quota di risparmi arriverà da acquisti di beni e servizi online.

Farnesina: Tra le possibili soluzioni per realizzare risparmi vi sarebbero il ricorso crescente a contrattisti locali, un aggiornamento della ripartizione degli istituti di cultura, l’innovazione tecnologica e una nuova attenzione alla sostenibilità ambientale.

Trasporti
: Possibile ristrutturazione della struttura territoriale con la definizione di uno standard di personale in relazione al carico di lavoro e alla dimensione della scala di attività. E ancora: riforma della motorizzazione civile. Tra le indicazioni anche quella di attuare la riforma del trasporto pubblico locale con il trasferimento alle Regioni di alcuni servizi ancora gestiti dal ministero.

Viminale: A livello centrale il piano prevede l’accorpamento dei Dipartimenti del Ministero, delle scuole della pubblica amministrazione e la soppressione di alcune direzioni centrali. A livello periferico verranno accorpate una ventina di prefetture minori. Il risparmio è di 1 milione di euro per ogni prefettura abolita. Allo studio anche la rivisitazione dei presidii delle forze di polizia sul territorio. Risparmi possibili dalla creazione di una centrale unica di appalto per gli acquisti delle forze ddell’ordine.

Difesa: Sarà attuato il disegno di legge delega sulla riforma della Difesa che prevede al 2024 il taglio di 33mila militari e 10mila civili: generali e ammiragli caleranno del 30 per cento. Il piano prevede la dismissione in cinque anni del 30 per cento delle caserme e dei mezzi (blindati, sommergibili, elicotteri). La scure si abbatterà sui programmi come quello dei supercaccia F35 Joint Strike Fighter: invece dei 131 velivoli previsti, ne saranno acquistati 90, con una riduzione di spesa di 5 miliardi.

Auto blu, Affitti e Turismo: Per le auto blu è previsto un risparmio nell’ordine dei 350 milioni. Per gli affitti i piani di razionalizzazione degli spazi degli uffici della P.A. porteranno risparmi, entro il 2015, per 56 mln. Infine, il Dipartimento del Turismo potrebbe essere accorpato al Dipartimento degli Affari regionali.

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di Antonio Formisano
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