Politica / Napoli

Commenta Stampa

Spending review per garantire standard di assistenza ai diabetici

Confronto tra istituzioni, manager e operatori

Spending review per garantire standard di assistenza ai diabetici
19/11/2013, 16:45

NAPOLI - In Italia le persone con diabete sono oltre 3 milioni - il 4,9% della popolazione secondo i dati ISTAT 2010 - cui devono aggiungersi circa 1 milione di diabetici non diagnosticati, secondo le stime delle Società scientifiche di diabetologia nazionali. A tutto ciò corrisponde un onere annuo pro capite di 3.348 euro a paziente trattato per un totale di circa 2.960.000 italiani affetti dalla malattia, e quindi con una spesa complessiva che sfiora i 10 miliardi di euro l'anno, pertanto è possibile stimare che il diabete assorba il 9-10% del Fsn.
Una delle sfide maggiori che gli operatori sanitari della Campania sono a chiamati a fronteggiare in questi tempi, è il mantenimento degli standard assistenziali raggiunti nell'ultimo decennio nonostante la progressiva riduzione del finanziamento del Ssr.
I dati epidemiologici della Regione Campania, soprattutto riguardo gli esiti delle complicanze del diabete e l’alto consumo di risorse per tale patologia, impongono una revisione del modello assistenziale, che preveda un forte coinvolgimento delle strutture territoriali e l’utilizzo di nuovi strumenti operativi. Risulta pertanto necessario adottare nuovi modelli organizzativi, basati su di un approccio sistemico e integrato, che implichi un’azione coordinata tra tutti gli attori del sistema assistenziale (medici specialisti, MMG, personale infermieristico specificamente formato, dietisti) che, con responsabilità diverse, sono chiamati a sviluppare interventi mirati verso comuni obiettivi, su un ‘patto di cura’ condiviso con il cittadino e i suoi eventuali e auspicati caregivers.

Per attuare un tale intervento - disease management - è fondamentale disporre di processi di identificazione della popolazione target, di linee guida basate su prove di efficacia, di strumenti educativi per supportare l’autogestione dei pazienti, di indicatori per la valutazione di processo e di esito, di sistemi informativi che facilitino non solo la comunicazione tra medici ma anche tra medici, pazienti e familiari per ottenere un’assistenza coordinata e a lungo termine. La presa in carico prevede l'inserimento del paziente in un percorso clinico-assistenziale basato su evidenze scientifiche dove, il medico specialista e/o il MMG, in accordo con il paziente (patto di cura), stabiliscono l'intervento più appropriato sulla base della valutazione del livello di complessità, attuando percorsi diagnostico-terapeutici condivisi, mettendo al centro dell’organizzazione assistenziale la persona con diabete, perseguendo l’appropriatezza delle prestazioni e l’equità dell’accesso. Alla luce di tali considerazioni appare chiaro che l’unica strategia in grado di conciliare l’ottimizzazione dell’utilizzo delle risorse ed il mantenimento della qualità delle cure è

rappresentata dall’attuazione di modelli organizzativo-assistenziali quali il Disease management ed il chronic care model.

Sono intervenuti, tra gli altri, Michele Schiano Di Visconti Presidente V Commissione Consiliare Sanità Regione Campania, Renato Lauro Presidente Ibdo, Ferdinando Romano Capo Dipartimento della Salute e delle Risorse Naturali, Tiziana Spinosa - Direttore S.O. Pianificazione e Programmazione Arsan oltre ai direttori generali e i massimi esperti campani del settore.

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©