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Spending review, sindacati sul piede di guerra


Spending review, sindacati sul piede di guerra
06/07/2012, 20:07

ROMA - I sindacati non ci stanno e si preparano a protestare contro la durissima spending review del governo Monti. Ma il fronte sindacale si presenta diviso:  Cgil e Uil puntano a alzare i toni annunciando un autunno caldo con tanto di possibile sciopero generale mentre la Cisl di Raffaele Bonanni dice sì "alla mobilitazione" ma in favore di una "riorganizzazione" della macchina amministrativa. Per Susanna Camusso si tratta di "un'altra manovra recessiva". Nonostante le proteste, il ministro della Funzione Pubblica Filippo Patroni Griffi rivendica comunque il merito di aver aperto la strada a un cambiamento epocale dove il merito avrà più spazio anche nella Pubblica amministrazione: "Basta - dice infatti - promozioni facili. Ora la parola d’ordine deve essere riequilibrare. Non deve più accadere che in un ufficio pubblico ci siano più dirigenti che funzionari".

CGIL E UIL: "E' UNA MANNAIA" - Ma Cgil e Uil ribattono che il decreto legge sulla spending review, "è una mannaia" per i servizi pubblici, perché a pagare sono "sempre i lavoratori e i cittadini", mentre "manca il coraggio per colpire i poteri forti". I sindacati, spiega Susanna Camusso, hanno trovato «particolarmente sgradevole che il governo decida una deroga alle pensioni nel lavoro pubblico e non risolva il problema degli esodati. Anche loro - aggiunge - si rendono conto che quella riforma è ingestibile". A non piacere alle organizzazioni dei lavoratori sono soprattutto i tagli alle piante organiche del 10% per i funzionari e del 20% per i dirigenti e i tagli alla Sanità.

TUTTI I PROVVEDIMENTI

Un primo capitolo di interventi riguarda l'attività negoziale delle pubbliche amministrazioni, riducendo la spesa per l'acquisto di beni e servizi e incentivando la trasparenza delle procedure. Saranno nulli i contratti che non siano stati stipulati attraverso gli strumenti di acquisto messi a disposizione da Consip. Sono naturalmente fatti salvi i contratti stipulati tramite diverse centrali di committenza, se questi prevedono condizioni più favorevoli per le Amministrazioni pubbliche. Il Commissario straordinario Enrico Bondi istituirà, tramite Consip, un albo delle varie centrali di committenza e dovrà ricevere notizia in tempo reale dell'avvenuta stipula dei contratti stipulati dalle stesse centrali di committenza. Consip provvederà a pubblicare i dati relativi a detti contratti e convenzioni.

LA STRETTA SUL PUBBLICO IMPIEGO
Alla riduzione della spesa per l'acquisto di beni e servizi seguono le misure relative alle dotazioni organiche delle pubbliche amministrazioni, con un taglio del 10% in tutto il settore statale e del 20% per i dirigenti. L'obiettivo, sottolinea il governo, è 'il recupero dell'efficienza della macchina burocratica e, per i casi virtuosi, l'ottimizzazione nell'allocazione delle risorse umane'. Le Forze armate ridurranno il totale generale degli organici in misura non inferiore al 10%. Il decreto prevede un insieme di misure complementari che riguardano le spese in materia di parco auto, gli incarichi consulenziali, la disciplina dei buoni pasto, delle ferie, dei riposi spettanti al personale, oltre al sistema di pagamento dei cedolini. Per quanto riguarda il parco auto, non si potrà spendere oltre il 50% di quanto speso nel 2011. Fanno eccezione il Corpo nazionale dei vigili del fuoco e i servizi istituzionali di tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica. Si introduce poi il divieto di attribuire incarichi di studio e consulenza a soggetti, già appartenenti ai ruoli dell'amministrazione e collocati in quiescenza, che abbiano svolto, nel corso dell'ultimo anno di servizio, funzioni e attività corrispondenti a quelle oggetto dell'incarico di studio o consulenza. I buoni pasto attribuiti al personale, anche di qualifica dirigenziale, non supereranno i sette euro. Niente più 'trattamenti economici sostitutivi' per ferie e riposi.

IL PATRIMONIO PUBBLICO  E LE SOCIETA'
Il quinto ordine di misure riguarda il patrimonio pubblico, che viene razionalizzato, e i costi delle locazioni passive, che vengono ridotti. In particolare vien bloccato per tre anni l'adeguamento Istat del canone dovuto da tutte le amministrazioni pubbliche e si avvia la rinegoziazione delle locazioni passive di immobili ad uso uffici di proprietà di terzi al fine di giungere alla riduzione del 15% dei canoni. Si accelera poi la procedura di vendita degli alloggi di servizio di proprietà del Ministero della difesa. Un capitolo importante del decreto per la revisione della spesa pubblica fa riferimento all'articolazione complessiva della macchina dello Stato, incidendo in particolare sulle società pubbliche. In particolare, vengono previste disposizioni sulla composizione dei consigli di amministrazione delle società a totale partecipazione pubblica. I CdA di queste società dovranno essere composti da non più di tre membri. Viene, comunque, consentita la nomina di un amministratore unico

SCURE SUI DEI MINISTERI ED ENTI LOCALI
Il decreto contiene un capitolo relativo alla riduzione della spesa dei singoli ministeri, realizzata prevalentemente attraverso la riduzione dell'ammontare dei contributi erogati a fondi e agenzie. Per i ministeri e gli enti statali sono stati eliminati eccessi di spesa per un importo di 1 miliardo e mezzo per il 2012 e 3 miliardi a partire dal 2013. Un capitolo ulteriore riguarda gli enti territoriali. Si riducono di 700 milioni di euro per l'anno 2012 (e di 1.000 milioni di euro a decorrere dall'anno 2013) i trasferimenti dello Stato alle Regioni a statuto ordinario, escludendo dalla riduzione le risorse destinate al Servizio Sanitario Nazionale. Il decreto interviene anche sulle province, prevedendone la riduzione e l'accorpamento, con l'obiettivo di dimezzare il numero attuale. La riduzione avverrà sulla base di due criteri: il primo è la dimensione territoriale, il secondo è la popolazione. I Comuni capoluogo di Regione sono esclusi dagli interventi di accorpamento e riduzione. Entro il primo° gennaio 2014 vengono istituite le Città metropolitane, dieci in tutto: Roma, Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli, Reggio Calabria. Contestualmente, verranno soppresse le relative province.

SCUOLA E SANITA'
Novità in vista anche per la pubblica istruzione, l'Università e gli Enti di ricerca le misure principali. Vengono istituiti servizi di tesoreria per le scuole e un fondo per il loro finanziamento. Viene poi istituito un servizio di tesoreria unica per le scuole nel quale confluiranno tutte le risorse finanziarie attualmente depositate presso istituti bancari privati. Prevista, poi, un'ulteriore riduzione anche del personale dei docenti impiegati presso le scuole italiane all'estero. Quanto al personale docente in esubero viene previsto l'utilizzo in particolare dei docenti senza cattedra per attività di docenza in materie affini. Fermo restando l'accertamento delle competenze necessarie a garantire il risultato didattico atteso. Previsti, poi, vincoli al turn over per il sistema universitario statale e per gli enti di ricerca. Si salvano i mini ospedali, confermati invece i tagli alla spesa di ospedali e Asl. Si prevede anzitutto la rideterminazione degli importi e delle prestazioni previsti nei singoli contratti di fornitura di beni e servizi nella misura del 5%, a decorrere dall'entrata in vigore del decreto legge e per tutta la durata del contratto. Per il 2012 è previsto un aumento dello sconto obbligatorio che le farmacie e le aziende farmaceutiche praticano nei confronti del Servizio Sanitario Nazionale. In vista poi l'acquisto di prestazioni sanitarie da soggetti privati accreditati. La misura prevista consiste in una riduzione del budget assegnato alle singole strutture pari all'1% per il 2012 e al 2% per il 2013, rispetto al budget 2011.
 

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di Redazione
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