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Risparmiati oltre 5 milioni. Che fine ha fatto l'iPad?

Sprechi, Romano: schiaffetti sulle mani da nessuno


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Sprechi, Romano: schiaffetti sulle mani da nessuno
19/11/2010, 14:11

NAPOLI – “Non abbiamo bisogno di schiaffetti sulle mani, nessuno può farci la morale”. La Giunta Regionale si difende dalle polemiche che l’accusano di essere sprecona e parla di ottimizzazione. Ma la delibera non è stata ancora revocata e, forse, il ricorso alla tecnologia (con la dovuta oculatezza) potrebbe rivelarsi una marcia in più.

Paolo Romano, presidente della Giunta Regionale della Campania, liquida con poche parole la questione dei presunti sprechi, rispondendo alla polemica montata nei giorni scorsi, secondo la quale i consiglieri regionali si circondano di benefit lussuosi con una condotta poco prudente, vista la situazione delle casse.
In conferenza stampa, Romano ha mostrato l’elenco dei tagli effettuati, anche in ottemperanza alla disposizioni adottate per evitare lo sforamento del Patto di stabilità: un totale di 5 milioni e 230mila euro risparmiati.

Per fare alcuni esempi, sono stati risparmiati: 170mila euro sulle spese di rappresentanza del Consiglio, 105mila euro sulle spese di rappresentanza del Presidente del Consiglio, 76mila euro sui canoni per fornitura servizi, 35mila su noleggio e acquisto autovetture, 80mila euro sul portavoce, 750mila su attrezzature e servizi e 2milioni e 861mila euro sui rimborsi al personale comandato (ovvero personale che è stato tagliato).

E Romano ha rassicurato: i benefit che sarebbero in teoria disponibili, non sono, nei fatti, nelle disponibilità di tutti i consiglieri in quanto molti non ne hanno nemmeno fatto richiesta.
In effetti, non si vedono Ipad girare tra le aule della Regione, e non sono pochi i consiglieri che lamentano l’assenza anche di arredi basilari.

D’altra parte però nella delibera, che risale alla precedente giunta ma che si spera venga revocata, qualcosa non torna. Si citano, per esempio, tra i benefit la possibilità di scegliere un notebook o un Ipad, sostenendo che il costo sia simile. La scelta di ricorrere all’informatica potrebbe rivelarsi vincente in quanto si risparmierebbe l’enorme spreco di carta quotidiano tra le sale del potere: delibere e comunicati di numerose pagine che vengono stampati in decine di copie, per poi finire nel cestino a fine giornata.

Il problema connesso è che si rischia di lasciarsi accecare da un intento nobile (perlomeno in questo caso) e di perdere di vista la praticità e la necessità di risparmiare: per navigare in Rete e leggere documenti basterebbe un netbook da 150 euro, di certo non un notebook o addirittura un gioiellino Apple da 700 euro. Basterebbe, se proprio vogliamo concederci la chicca del touch screen, un Ipad-clone cinese, 160 euro e passa la paura.

Forse serve nessuno schiaffetto sulle mani, ma probabilmente in Regione c’è bisogno di qualcuno che sappia fare i conti.

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di Nico Falco
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