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Lettera aperta della parlamentare del Pdl

Stefania Craxi a Pisapia: "Perchè nessuna piazza per papà Bettino?"


Stefania Craxi a Pisapia: 'Perchè nessuna piazza per papà Bettino?'
24/05/2012, 14:05

MILANO - A Stefania Craxi non è andato giù il fatto che il Comune di Milano abbia deciso di intitolare una piazza ad Enrico Berlinguer. E così con una lettera aperta, pubblicata dal Corriere della Sera, chiede al sindaco Pisapia di intitolare una piazza a Bettino Craxi, completando la pratica che l'amministrazione Moratti non aveva avuto il coraggio di completare. Nella sua lettera spiega: "Quali meriti nazionali ha avuto Berlinguer?". Ben altro spessore, secondo la parlamentare del Pdl, quelli del padre, grazie al quale "l'Italia è stabilmente nel G8, tra i Grandi della Terra". Insomma, secondo lei è una grande ingiustizia non dedicare una piazza a Bettino Craxi.
Ora, l'amore filiale è comprensibile ed è naturale; ma Stefania troppo spesso dimentica che suo padre è stato un ladro, avendo incassato tangenti per centinaia e centinaia di miliardi di lire, come dimostrato dalle numerose sentenze passato in giudicato e, se vogliamo, anche delle accuse nei tanti processi che la morte di Bettino Craxi ha interrotto. Ed è anche grazie a quei soldi che Stefania Craxi ha potuto fare sin da piccola la bella vita; ed è grazie a quei soldi che adesso è in politica. Non dico che dovrebbe restituirli, sarebbe pretendere troppo da un politico; ma almeno avesse il buon senso di starsi zitta su certi argomenti. Se tanti hanno dimenticato tutto, ci sono molti che ricordano.

Di seguito, il testo della lettera aperta

Caro sindaco,
apprendo con stupore che una piazza di Milano sarà domani intitolata a Enrico Berlinguer: una pratica aperta e rapidamente giunta a conclusione!
Negli uffici del Comune di Milano c'è un altro fascicolo aperto da anni e mai chiuso per l'opportunismo di Letizia Moratti, timorosa di un voto contrario della Lega, il cui moralismo vediamo oggi di che pasta fosse fatto: la pratica che includerebbe nella toponomastica cittadina il nome di un grande milanese, Bettino Craxi. Cosa c'entra Berlinguer con Milano? A Milano il leader comunista è sempre stato sconfitto dai socialisti, Milano è una città socialista come testimonia la lunga sequenza di sindaci susseguitisi dall'avvento della Repubblica; non basta certo una sola prova elettorale a cambiare la fisionomia di una città. E quali meriti nazionali può vantare Berlinguer? Egli fu sicuramente un uomo onesto e virtuoso, ma pose le sue non comuni capacità al servizio di un'ideologia condannata dalla storia e di una politica sbagliata, dagli effetti disastrosi. E non parliamo nemmeno della sua eredità, l'antisocialismo viscerale dei «ragazzi di Berlinguer»: Occhetto, D'Alema, Veltroni, protagonisti dell'orribile biennio '92-94. Non credo, caro Sindaco, che tu abbia particolari motivi di riconoscenza verso Berlinguer, data la tua militanza giovanile e quella odierna; credo che presto riconoscerai l'errore di aver premiato a Milano l'avversario dell'uomo che è stato determinante per fare del capoluogo lombardo una grande capitale europea, incitando e aiutando la volontà di crescita dei suoi cittadini. Bettino Craxi giace oltremare, ma gli italiani, soprattutto i milanesi, non hanno dimenticato che se l'Italia è stabilmente nel G8, fra i Grandi della Terra, lo devono proprio all'ultimo grande leader del Psi, al suo coraggio, alla capacità con cui ha tenuto testa, fino a sconfiggerla, alla politica sbagliata del segretario comunista. I socialisti non si opporranno e non insceneranno gazzarre contro l'omaggio a Berlinguer, che resta comunque un combattente per l'elevazione delle classi più deboli. Ma rimane un problema di gigantesca ingiustizia, che andrebbe colmata se si vuol volgere verso la solidarietà i sentimenti dei milanesi.

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di Antonio Rispoli
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