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Stefano Caldoro è il candidato del Pdl alle Regionali


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Stefano Caldoro è il candidato del Pdl alle Regionali
18/01/2010, 14:01

NAPOLI - Nella sala gremita dell'Hotel Exelsior di Napoli Il coordinatore Regionale della campania Nicola Cosentino, Mario Landolfi ed il Ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna hanno presentato ufficialmente la candidatura di Stefano Caldoro alla presidenza della Regione Campania. Erano presenti tutti generali campani del partito di Berlusconi ad accogliere con fiducia e speranza la candidatura del segretario nazionale del Nuovo PSI, da sempre vicino alla realtà partenopea ed alle esigenze del territorio campano. Finalmente il PDL getta le carte in tavola annunciando la candidatura di Stefano Caldoro alle Regionali 2010. Dopo mesi di attesa, il partito del Presidente Berlusconi ha deciso che dovrà concorrere contro l’ancora sconosciuto candidato del PD e contro un Riccardo Villari che cercherà di fare la sua bella figura nelle liste dell’MPA. La scelta di Caldoro era scontata vista l’impossibilità forzata da contrattempi giudiziari dell’ultima ora del sottosegretario all’economia e coordinatore del PDL in Campania, Nicola Cosentino. A rappresentare la destra in Campania doveva toccare per forza ad un politico, proprio per dare la dimostrazione che tecnici o, presunti tali, non rappresentano la soluzione per risolvere i problemi della Regione.

CHI E’ CALDORO - Stefano Caldoro è nato a Campobasso il 3 dicembre del 1960. Attualmente è deputato presso la Camera e vanta lunghi trascorsi all’interno della Politica nazionale che conta. Laureato in scienze politiche, giornalista e consulente d'azienda, ha iniziato la sua esperienza politica nel 1985, eletto nel Consiglio regionale della Campania, come esponente del Partito Socialista Italiano. Diventa deputato nel 1992, componente della delegazione italiana al Consiglio d'Europa e dell'Unione Europea Occidentale. Nel 1994, dopo lo scioglimento del PSI, decide di aderire al gruppo socialista che si schiera con la coalizione del Polo delle Libertà. Nel 1999 viene candidato, per il centrodestra, alla presidenza della Provincia di Napoli. In seguito, nel 2001, è tra i fondatori del Nuovo PSI, il partito che aderisce alla coalizione della Casa delle Libertà. Al momento della formazione del nuovo governo guidato da Silvio Berlusconi, il Governo Berlusconi II. Caldoro viene nominato prima sottosegretario e poi viceministro di Letizia Moratti (Istruzione, Università e Ricerca). Con la costituzione del Governo Berlusconi III, viene promosso Ministro per l'Attuazione del Programma di Governo, carica che mantiene dal 22 aprile 2005.

L’ESPERIENZA FALLITA DEL 1999 - La sua nomina ha riscosso grande successo nell’ambiente politico di centro destra e verrà proposta al presidente del Consiglio mercoledì 30 a Roma. Sicuramente Berlusconi apprezzerà la scelta dei suoi fedelissimi campani di candidare Caldoro, visto l’appoggio tout court che egli avrà da Cosentino e dall’area AN di Landolfi e Taglialatela. Il candidato tra l’altro paga lo scotto delle provinciali del 1999 quando perse la corsa alla poltrona di presidente della Provincia di Napoli contro un Amato Lamberti che difficilmente sarà dimenticato per la sua buona amministrazione. A contendersi fino all’ultimo momento la corsa per la candidatura regionale in lizza ci sono stati anche il magistrato Arcibaldo Miller e il presidente degli industriali napoletani Gianni Lettieri.

LETTIERI, CANDIDATO IMPROBABILE - Se Miller era un papabile di blasone messo in mezzo per creare solo confusione sulle nomine, Lettieri ha fatto sapere che si è tirato indietro per i troppi casini della vicenda. Ma visti i suoi trascorsi alla guida di Confindustria il vero casinista è stato proprio lui. Vittima del gioco di potere di Bassolino , Lettieri non ha mai fatto grande opposizione, anzi, a detta dell’attuale assessore al Lavoro della Regione Campania Corrado Gabriele, Gianni Lettieri, è stato e forse lo è un industriale che ha ricevuto molti aiuti dalla sinistra. Le sue Aziende, secondo quanto detto dal delfino comunista di Bassolino, hanno ricevuto in questi anni aiuti per diversi milioni di euro. C’è addirittura chi lo accusa di aver reso inerte e poco oppositivo il tessuto imprenditoriale campano facendolo sottostare alle politiche di sinistra elitarie solo per alcuni uomini d’affari.

RESA DEI CONTI - Dopo dieci anni il centro destra arriva alla resa dei conti e lo fa con un politico che ha sempre dimostrato di essere vicino alle esigenze del territorio, anche quando ha ricoperto ruoli di primo piano all’interno del contesto politico nazionale. La sua scelta ricompatterà tutta la destra in attesa dell’UDC che ha avuto proprio dal Coordinatore Cosentino l’ultimatum adesso che le carte sono chiare. Con chi correrà il Partito di Casini? O meglio, la sezione Campana distaccata dell’Unione di Centro che fa capo ad un dinosauro della politica come Ciriaco De Mita. Sta di fatto che sarà difficile per Caldoro ripetere il primato negativo che appartiene ad Italo Bocchino: stracciato alle ultime elezioni Regionali con 27 punti di distanza da un Bassolino che ancora oggi fa paura ed inserito nella lista dei traditori del PDL campano dopo le vicende giudiziarie che hanno coinvolto il candidato della prima ora Nicola Cosentino.

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di Livio Varriale
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