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Marino strumentalizza il suo stesso partito

Stupratore di Roma: scoppia faida interna nel Pd


Stupratore di Roma: scoppia faida interna nel Pd
12/07/2009, 11:07

Sta diventando una vera, grottesca tradizione dell'harakiri quella del Pd. I rappresentanti del Partito Democratico, infatti, paiono non necessitare di alcun nemico/oppositore per perdere punti in termini di coesione e credibilità. Dopo la bufera ingiustificata scatenata dalle dichiarazioni della Serracchiani riguardo la "simpatia" di Franceschini (tra l'altro la giovane del Pd non si limitò certo a parlare di simpatia), arriva un'altra faida intestina; un'altra martellata che, invece d'essere data per esempio a Maroni, finisce semplicemente sui "maroni" dello stesso Pd. Ragione dello scisma è l'appartenenza del "mostro" di Roma al Partito di Franceschini e il suo essere a capo addirittura di un circolo. A farsi impossessare da un demone berlusconiano della peggior specie è proprio l'altro aspirante segretario del partito Ignazio Marino.
Saputo del collegamento dello stupratore con il Partito Democratico, il senatore del Pd commenta infatti così:"Trovo davvero incredibile che un criminale che già 13 anni fa era stato coinvolto in odiosi reati di violenza sessuale possa essere arrivato a coordinare un circolo del Pd". Preso da una evidente smania d'autoflagellazione, il buon Marino, continua sostenendo che:"È evidente che nel Pd abbiamo una questione morale grande come una montagna, che non può essere ignorata né sottovalutata. Come vengono individuati i coordinatori dei circoli? È chiaro che non sono scelti liberamente ma imposti".
Marino dunque sfodera la spada, se la punta al petto e affonda. Il tutto mentre, la maggioranza di governo, se la ride soddisfatta e incredula. Incredulo e però anche Franceschini, il quale, subito dopo le dichiarazioni del collega di partito, sbotta seccato: "Le parole di Marino sono offensive per migliaia di coordinatori di circolo, quadri e centinaia di migliaia di iscritti. Una cosa è il dibattito congressuale tra candidati e anche la comprensibile tentazione di far accendere i riflettori. Un'altra è utilizzare un episodio oscuro e terribile, il caso, come abbiamo letto sui giornali per parlare di questione morale nel Partito Democratico". Per una volta in accordo con l'attuale segretario del Pd anche l'aspirante leader di stampo dalemiano Bersani:"Sono davvero dispiaciuto per le dichiarazioni di Marino. Cose del genere non le pensa di noi il nostro peggiore avversario". Così, mentre Silvio Berlusconi sta scrivendo le pagine dell'antipolitica, i riottosi ed egocentrici rappresentanti del Partito di Franceschini, paiono essere immersi nella stesura del libro:"Come fare auto-opposizione".

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di Germano Milite
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