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SU MALPENSA TENSIONE TRA BOSSI E BERLUSCONI


SU MALPENSA TENSIONE TRA BOSSI E BERLUSCONI
08/01/2009, 10:01

Continua il pressing della Lega su Berlusconi per bloccare la vendita del 25% di Alitalia ad AirFrance, cosa che segnerebbe in maniera negativa lo sviluppo dell'aeroporto di Malpensa. ma il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ieri ha tagliato corto, dicendo che Lufthansa, per cui tifa il partito di Umberto Bossi, non ha mai presentato offerte, e che quindi il discorso si chiude.

Certo, visto che Berlusconi vive in campagna elettorale perenne, con i sondaggi sempre alla mano, comincerà presto a propagandare l'accordo con AirFrance come una propria vittoria personale, mettendo in secondo piano la questione Malpensa. Ma per fare questo dovrà tacitare la Lega, che in questo momento ha due richieste precise. La prima riguarda il vecchio pallino del federalismo fiscale, per il quale pretende un calendario strettissimo, tale da portare a compimento la legge ordinaria entro giugno, quando ci saranno le elezioni europee, in modo che la Lega possa portarla come un successo innanzi ai propri elettori. E, visto che si tratterà una legge fatta contro il sud e a vantaggio del nord, che è il bacino elettorale del partito di Bossi, questo gli permetterebbe di incrementare i propri successi elettorali, almeno nel breve periodo. La seconda richiesta, riguarda l'annunciato rimpasto del governo. Infatti Berlusconi ha annunciato che sarebbe intenzionato a promuovere il Sottosegretario alla Sanità Fazio e quello al Turismo, Michela Brambilla, a ministri, creando i due rispettivi dicasteri. Ma a questa soluzione la Lega si oppone, a meno che non si crei anche il Ministero dei Trasporti, da affidare a Roberto Castelli. Questa situazione sta generando tensione tra PdL e Lega, come è dimostrato dal fatto che ieri pare che in Transatlantico Berlusconi abbia rifiutato di fermarsi, dopo il voto di fiducia sulla legge Gelmini sull'università alla Camera, alla buvette del Transatlantico a bere un caffè con Bossi. Inoltre significativo che al momento del voto nel PdL mancassero molti deputati. Certo, la motivazione ufficiale era il maltempo, ma mai fino ad ora c'era stato un voto di fiducia a cui avessero partecipato solo 302 deputati della maggioranza. Certo, erano sufficienti ad ottenere la fiducia, ma resta comunque un dato anomalo, considerando che a pieno organico la maggioranza dispone di oltre 350 deputati.

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di Antonio Rispoli
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