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Sul processo breve è guerra di numeri tra Alfano e Csm

ROMA - Continua la guerra di numeri tra il Ministro della Giustizia Alfano e l'Anm a proposito del numero di processi che verrebbero chiusi nel caso in cui passasse il ddl sul "processo breve" (o "proceso morto, come è stato definito più coerentemente dal giornalista Marco Travaglio). Alfano parla dell'1% dei processi, pari a 30 mila processi; l'Anm parla di percentuali molto più alte, tra il 20 e il 50% a seconda del Tribunale. Per esempio a Bologna o a Firenze si raggiungerebbe il 50%; a Napoli - come confermato anche dal Procuratore Capo Giandomenico Lepore - tra i 30 e i 50 mila processi, pari a circa il 20% del totale. E già questo dato di Lepore dimostra come i dati che ha sventolato Alfano manchino di realtà.
Intanto scoppia la polemica sulle parole dell'ex Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi che, in una intervista a Repubblica, invoca lo stop alle leggi ad personam ed invita il suo successore Giorgio Napolitano a non firmare la legge sul processo breve, qualora gli venisse recapitata. E questo ha scatenato la reazione alquanto decisa del centro destra. "Ciampi non è mai stato al di sopra delle parti, ma orientato contro di noi", tuona Fabrizio Cicchitto, Presidente dei deputati del Pdl alla Camera dei Deputati. Dimenticando evidentemente che nel 2006 lui e il suo partito furono tra i più fervidi sostenitori di un mandato bis per Ciampi. Come cambiano i tempi.
Intanto oggi al Senato comincia l'iter della legge in Commissione Giustizia, e già si parla di emendamenti: innanzitutto eliminare, tra i reati per cui non si procede con il processo breve, il reato di clandestinità, data l'esiguità della pena, cioè una multa da 5000 a 10000 euro (ma la Lega protesta, perchè questo inserimento gli è necessario per la propria campagna elettorale in vista delle elezioni amministrative del prossimo marzo); e poi il cambiamento, nella definizione di coloro per cui non si applica il processo breve, da "non incensurati" a "delinquenti abituali". Questo è un emendamento che magari aumenterà le garanzie, ma aumenterà anche il numero dei processi a cui si applicano questi nuovi termini di prescrizione. E quindi anche il numeto dei processi morti sin dal primo grado.

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