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A Caserta subito un premio per il "genero" di Zinzi

Sulla Regione il nodo di tre consiglieri aspiranti assessori


Sulla Regione il nodo di tre consiglieri aspiranti assessori
22/04/2010, 15:04

NAPOLI - La composizione della giunta regionale è ancora lontana. Il primo nodo da sciogliere è legato alla posizione dei consiglieri del Pdl riconfermati in Assise a suon di migliaia di preferenze. Hanno mostrato i muscoli, hanno raccolto i voti ed ora pretendono il salto di qualità che si traduce in un posto nell’esecutivo. Ermanno Russo, Fulvio Martusciello e Pietro Diodato i principali aspiranti ad un posto di assessore. Il partito regionale ha dato il via libera per l’ingresso in giunta, a patto che si dimettano dal Consiglio per fare spazio a Pasquale Giacobbe ed a Luciano Passariello. I diretti interessati non hanno problemi a lasciare l’Assise, ma pretendono delle garanzie per restare in carica cinque anni. Garanzie che devono arrivare sia dai vertici locali del Pdl che dal presidente della giunta regionale Stefano Caldoro. E qui casca l’asino. Nicola Cosentino, coordinatore campano del partito di Berlusconi, lo ha fatto capire agli aspiranti assessori a chiare lettere: i consiglieri che si dimetteranno per entrare in giunta saranno tutelati e salvaguardati anche nel caso in cui la maggioranza si trovasse a fare i conti, durante la legislatura, con una crisi politica e di governo. Caldoro, invece, dal suo punto di vista punterebbe ad un’altra soluzione. Lo ha fatto capire appena dopo lo scrutinio. Non vorrebbe consiglieri regionali in amministrazione ma preferirebbe collaboratori tecnici, ossia professionisti affermati nei diversi settori di competenza in modo da garantire una partenza sprint. Non si tratta di una bocciatura della classe politica. E’ soltanto una questione di competenze e di preparazione specifica su tematiche e problemi che, per essere affrontati, richiedono lavoro, sacrificio e capacità. Soprattutto dopo i fallimenti collezionati dal centrosinistra e le macerie lasciate sul terreno dal governatore uscente Antonio Bassolino. Caldoro ha chiesto gente valida, professionisti legati ai partiti. Gente, insomma, di fiducia dell’apparato politico. Una soluzione politica e tecnica allo stesso tempo che non dovrebbe scontentare nessuno. Sarebbe, probabilmente, la migliore soluzione anche perché il neo governatore vorrebbe pure evitare che gli strascichi polemici legati alla “questione morale” ed alle “candidature sospette”, che hanno dominato il dibattito politico durante la campagna elettorale, potrebbero avere delle ripercussioni, almeno nella prima fase, sull’attività di governo.
L’ex leader socialista non vuole sbagliare la prima mossa. Non intende lasciare nulla al caso perché sa bene che Napoli e la Campania sono realtà difficili ed un errore potrebbe costargli caro sul piano nazionale, sulla sua carriera politica e di governo. E soprattutto, sta tentando in tutti i modi di tenersi fuori dalla resa dei conti nel Pdl regionale che cova sotto le ceneri. C’è tantissimo malcontento soprattutto nei confronti di Italo Bocchino, il quale, da leader dell’opposizione in Consiglio, ha abbandonato la barca e se n’è scappato a Roma agli inizi dell’ultima legislatura. Tutto lo credevano morto. Lo ha salvato Gianfranco Fini e proprio alla vigilia di questa campagna elettorale è tornato alla carica contro i vertici regionali del partito, battendo i pugni sul tavolo per decisioni che sicuramente non hanno aiutato il Popolo delle libertà, né sul piano politico né su quello dell’immagine.
Alla Provincia di Caserta, invece, l’elezione di Domenico Zinzi alla presidenza dell’Ente ha messo il punto alla “tregua armata” tra l’Udc ed il Pdl. La giunta non è stata ancora nominata. E’ tutto in alto mare anche se si è diffusa una notizia che avrebbe dell’incredibile. Appena i conti cominceranno a quadrare, è pronta per Raffaele Picaro, docente dell’Università Federico II di Napoli, la poltrona di direttore generale dell’Ente. Non ci sarebbe nulla di strano se non fosse per un dettaglio: Raffaele Picaro è il compagno della figlia del presidente Domenico Zinzi. Se le indiscrezioni dovessero essere confermate si aprirà un altro focolaio di polemiche.

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di Giovanni De Cicco
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