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Letta avrebbe declinato da mesi gli inviti a cena

Sunday Times:"Letta si distanzia da Berlusconi"


Sunday Times:'Letta si distanzia da Berlusconi'
28/06/2009, 21:06

Sembra ci siano tutti i preamboli di una rovinosa caduta. Caduta resa ancor più rovinosa dalla spasmodica ed ostinata volontà di restare in piedi; di restare "così come sono". Le picconate sui piedi d'argilla di questo probabilmente ex gigante della nostra politica sono l'inchiesta barese ("Puttanopoli"; citando Travaglio), la condanna Mills, il velinismo politico, il "Noemi-gate", il divorzio con Veronica Lario, le voci di dissenso intermittenti e timide ma numerose anche tra i suoi stessi compagni di partito, un'infelicissima definizione usata da Ghedini che parla di "utlizzatore finale" riferendosi al caso D'Addario e, proprio nelle ultime ore, altre due poco gratificanti notizie.

Da poco, infatti, l'Espresso ha tirato fuori un'altra patata bollente, o meglio, ustionante: una cena privata tra Silvio Berlusconi, Gianni Letta, Angelino Alfano e ben due giudici della Corte Costituzionale (il proprietario di casa Luigi Mazzella e Paolo Maria Napolitano). Un impasto tra potere costituzionale e potere politico che, già senza la sentenza sul lodo Alfano prevista per il prossimo sei ottobre (e sulla quale, come noto, si pronuncerà proprio l'Alta Corte), rappresenterebbe ragione di forte e sicuro imbarazzo per i personaggi coinvolti. Un incontro informale tra l'altro confermato dallo stesso giudice Mazzella il quale, interpellato per chiarimenti, ha dichiarato con disinvoltura che lui a casa invita chi vuole e che, durante quel summit in particolare, non si è parlato del lodo Alfano. Preoccupata la costituzionalista Lorenza Carlassare che dichiara: "Si tratta di un colpo al cuore alla democrazia" e riparato dietro un imbarazzatissimo "no comment" il Presidente della Corte Amirante.

A questi fatti noti e meno noti, più o meno presenti, sorvolati e discussi sulle tv nazionali e sui giornali non "comunisti" ed "eversivi", si aggiunge poi un articolo pubblicato sul Sunday Times secondo il quale, stando a non ben precisate "fonti informate", il sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta, "Ha preso le distanze da Berlusconi e declina da diversi mesi tutti gli inviti a cena del Premier". In questo periodo di tumulti perpetui e, quindi, di forti ed a quanto pare inevitabili cambiamenti annunciati, quel: "io resto come sono" sembra dunque sinonimo di un poco sviluppato senso della realtà.

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di Germano Milite
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