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Sviluppo, Sergio Nappi: “Avellino deve aprirsi alle vie del mare”


Sviluppo, Sergio Nappi: “Avellino deve aprirsi alle vie del mare”
12/03/2013, 10:44

“In questi mesi il dibattito sulle questioni dello sviluppo in provincia di Avellino è stato puro esercizio dialettico. Ognuno dal proprio ruolo ha tentato di dare indicazioni o suggerimenti al tavolo del Patto per lo Sviluppo, con l’eccezione dei consiglieri regionali a cui è stata preclusa ogni forma di partecipazione. Ma questo è il tempo delle responsabilità e non delle polemiche e per nulla interessa aprire dibattiti sterili e inconcludenti. Cogliamo invece l’occasione per sottolineare quanto sostenuto di recente dal Presidente di Confindustria Avellino, Sabino Basso, e che sommessamente il sottoscritto aveva cercato di suggerire già nei mesi scorsi, ma senza ottenere seguito e attenzione”. Lo afferma, in una nota, il consigliere regionale del gruppo federato Caldoro, Sergio Nappi.

“L`elettrificazione della linea ferroviaria Avellino-Salerno – spiega Nappi - rappresenta uno snodo fondamentale per lo sviluppo economico e produttivo in Irpinia. Abbiamo sempre sostenuto che la città capoluogo occupa una posizione strategica nella geografia regionale, e che questa potenzialità baricentrica va incastrata in un progetto di sviluppo che si deve necessariamente aprire alle vie del mare. L’Irpinia, infatti, è un’area interna che per contiguità alla fascia costiera può assolvere ad una funzione di retroportualità che, in questo momento, non è garantita per l’assenza dei collegamenti su ferro. Quelli su gomma, come ha ricordato lo stesso Presidente Basso, necessitano di essere potenziati attraverso la realizzazione della terza corsia sul tratto Avellino-Salerno. Aprire l’Irpinia e in particolare il luogo industriale di Pianodardine alle vie del mare rappresenta una possibilità concreta per fornire strumenti a sostegno delle imprese esistenti e quelle che potrebbero pensare di investire considerata anche la connessione con l’autostrada Napoli-Bari, e in futuro l’Alta Capacità. A ricavare, inoltre, nuova centralità e possibilità di rilancio è anche il polo conciario di Solofra. Le imprese della Valle dell’Irno, attualmente, provvedono all’approvvigionamento del prodotto grezzo della concia attraverso il ricorso ai mercati asiatici e orientali. Il transito di questi materiali passa esclusivamente attraverso il mare, e quindi la creazione di una rete ferroviaria capace di mettere in contatto il porto di Salerno e il polo produttivo di Solofra comporta evidenti benefici.  L’elettrificazione della rete Avellino-Salerno – aggiunge il consigliere regionale - contribuisce ad abbattere i costi del trasporto su gomma in quando legato al petrolio, comporta benefici di tipo ambientale, e innanzitutto conferisce più competitività a questa parte del territorio della provincia di Avellino. Provvedere alla crescita di un territorio vuole dire pensare e realizzare poche ma fondamentali iniziative infrastrutturali. Aprirsi alle vie del mare rappresenta una delle possibilità più immediate e concrete per il rilancio di Avellino e la sua provincia. Peccato che il Patto per lo Sviluppo prima e il Piano territoriale di coordinamento provinciale (Ptcp) dopo, relegano questo intervento ad un ruolo meramente secondario. Subordinare Avellino e il suo l’hinterland ad un potenziale sviluppo dell’Alta Irpinia mediante l’Alta Capacità, i cui tempi di realizzazione restano da definire, è offensivo per il pensiero di quanti ancora credono nella ripresa e nel rilancio della nostra provincia. Ci auguriamo, tuttavia, che questo dibattito possa essere ripreso anche dai neo parlamentari irpini, i quali hanno il compito di avviare una interlocuzione tra rappresentanza regionale e nazionale sui temi dello sviluppo, come tanti altri che interessano la provincia di Avellino”, conclude il consigliere regionale.

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di Redazione
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