Politica / Parlamento

Commenta Stampa

"Nessun disaccordo con Casini"

Tabacci lascia l'Udc: "Nulla a che fare con Berlusconi"


Tabacci lascia l'Udc: 'Nulla a che fare con Berlusconi'
09/11/2009, 11:11

ROMA - Il riavvicinamento che c'è stato nei giorni scorsi tra il Presidente del Consiglio SIlvio Berlusconi e il leader dell'Udc Pierferdinando Casini - dove si è discusso delle leggi ad personam che Berlusconi intende approvare per evitare i processi che lo riguardano - ha lasciato qualcuno indietro. Nel caso specifico Bruno Tabacci, che ha deciso di dimettersi dal partito e dal suo ruolo istituzionale di VicePresidente della Commissione Bilancio della Camera. Il motivo è collegato alla nuova svolta "berlusconiana" di Casini, che Tabacci non accetta. In una intervista al "Corriere della Sera", infatti l'ex rappresentante della "Rosa Bianca" annuncia che proseguirà la sua esperienza parlamentare all'interno del Gruppo Mistio, in Parlamento, inseguendo quel partito di centro, di ispirazione cattolica, che tutti cercano di costruire, non rendendosi conto che non ce ne sono più le condizioni.
Ma Tabacci assicura che non c'è rimasto malumore, nei confronti di Casini: "Non ho alcun intento polemico verso Casini: cre­do che il suo riavvicinamento a Berlusconi sia tattico, non strategico; ma ovviamente non è questa la mia posizione. Non penso che tra Berlusconi e Casini sia stata sanata la rottura del febbraio 2008. Però, invece di tergiversare, in questi mesi Casini avrebbe dovuto accelerare la costruzione di un nuovo partito, superando l’Udc e gli sforzi sia pure apprezzabili per la costi­tuente di centro. Mi auguro che con Pier Ferdinando ci si possa ritrovare più avan­ti; prima o poi, pure lui dovrà ricollocarsi al centro nell’orizzonte di un partito comu­ne; anche perché immagino che ad Arcore non caverà un ragno dal buco. Io comun­que con Arcore e dintorni non intendo ave­re nulla a che fare".
A questo punto la situazione politica si frammenta ancora di più perchè ci sono una serie di partitini e di esponenti di centro, la cui frammentazione non gli permette di entrare in Parlamento, ma possono fungere da elemento disgregante di altre coalizioni. E questo è sempre un elemento negativo, politicamente parlando.

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©