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Stretta su stipendi e benefit nel segno dell'equità

Tagli, Schifani e Fini: "Ora tocca ai politici"


Tagli, Schifani e Fini: 'Ora tocca ai politici'
11/12/2011, 18:12

ROMA - I tagli alle indennità ci saranno, lo assicurano i presidenti di Camera e Senato. Dopo le polemiche divampate a causa della notizia che la stretta sugli stipendi ed i benefit dei politici verrà rimandata, tocca a Gianfranco Fini e a Renato Schifani intervenire, chiarendo che anche i nostri parlamentari si adegueranno alla crisi economica che attanaglia il Paese. La commissione bilancio della Camera intanto ha sospeso i lavori sulla manovra e tornerà a riunirsi stasera alle 20. La caccia alle risorse, per coprire le modifiche su pensioni e Imu, non si ferma (mancano all'appello 5 miliardi). E assicurano i due presidenti che le voci trapelate in queste ore sono infondate: "Non corrisponde  al vero quanto ipotizzato da alcuni organi di informazione circa la presunta volontà del Parlamento di non assumere comportamenti in sintonia con il rigore che la grave crisi economica-finanziaria impone a tutti", affermano con una nota congiunta i presidenti di Camera e Senato. 
Lo scontro è esploso ieri, quando i deputati hanno detto no a una norma della manovra che prevede la possibilità del governo di intervenire per decreto sui tagli degli stipendi dei parlamentari, qualora la commissione Istat incaricata del livellamento retributivo Italia-Europa non provveda, entro il 31 dicembre 2011, a individuare la media dei trattamenti economici del continente. La decisione dei partiti, che di fatto rinvia i tagli alle indennità, è stata giustificata difendendo "la competenza esclusiva delle Camere contro l'ingerenza del governo". Ma ha provocato reazioni indignate. Da qui i tanti interventi della politica. A partire da Fini e Schifani: "Il Parlamento taglierà al più presto gli stipendi". E poi Pier Ferdinando Casini leader Udc: "Non c'è nessuno stop, siamo indisponibili a difese corporative. Per noi i tagli ci saranno nei tempi indicati dal governo". "L'adeguamento è deciso e lo applicheremo senza esitazioni", dice il capogruppo Pd alla Camera, Dario Franceschini. Antonio Di Pietro, leader Idv: "L'Italia dei valori ha presentato un emendamento che interviene sul trattamento economico dei parlamentari e ci auguriamo che, con senso di responsabilità, sia approvato". Il segretario del Pdl, Angelino Alfano:  "Da parte nostra nessun rallentamento sui tagli ai costi della politica e agli stipendi dei parlamentari. Ma sarà il Parlamento ad assumersi la responsabilità della scelta, come ha già cominciato a fare sui vitalizi. Senza farsi commissariare dal governo".
L'attesa oggi riguarda soprattutto l'incontro informale tra il premier Monti e i leader di Cgil, Cisl, Uil e Ugl. "Se resta così come è per noi la manovra è insostenibile - ha ripetuto Susanna Camusso - pagano ancora e sempre i soliti, senza fare sforzi. Diciamolo pure è un'operazione un po' bieca. La gente è molto arrabbiata". Così la  leader della Cgil risponde agli "strettissimi margini" opposti ieri dal ministro Pietro Giarda a Pdl-Pd-Terzo polo sul tema delle modifiche sui pensioni e ici. Margini ridotti anche per far rientrare lo sciopero di tre ore di domani indetto dai sindacati contro il decreto "salva-italia". Preoccupazione espressa dallo stesso ministro del Welfare Elsa Fornero, che stasera sarà presente all'incontro. Sul tavolo ci sarà innanzitutto il salvataggio, dalla sterilizzazione, degli aumenti delle pensioni con un innalzamento almeno fino a 1.400 euro. E poi il possibile alleggerimento della nuova Imu sulla prima casa. Ma il problema fondamentale è quello dei saldi, che devono restare invariati. E per coprire le ipotesi di modifica servirebbero, almeno, 5 miliardi di euro. Difficile, però, che possa essere revocato lo sciopero di tre ore proclamato per la giornata di domani.
"L'auspicio è che il decreto venga approvato rapidamente, senza stravolgimenti". È quanto si legge in una nota di viale dell'Astronomia, secondo la quale "è essenziale che i mercati vengano rassicurati prima della riapertura di domani riguardo in particolare all'invarianza dei saldi". L'unione degli industriali, pur essendo consapevole dei sacrifici che la manovra comporta, riconosce che non ci sono alternative e quanto "la manovra varata dal governo Monti sia assolutamente necessaria" ed "esprime in particolare un forte e convinto apprezzamento per le misure in essa contenute a favore della competitività e della crescita".

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di daga
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