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Napoli. L'assessore regionale candidato che non aggrega

Taglialatela torna in "pole" ma senza centristi e "futuristi"


Taglialatela torna in 'pole' ma senza centristi e 'futuristi'
13/12/2010, 14:12

NAPOLI - Il Popolo delle libertà sul candidato a sindaco ha perso la bussola. Il ministro Mara Carfagna ha tentato di "silurare", senza successo, il coordinatore regionale campano del partito, Nicola Cosentino, per mettere le mani sul simbolo e sulla candidatura a primo cittadino di Napoli. La guerra continua ma, dalle ultime notizie trapelate, la bella ed avvenente salernitana non riuscirà a strappare la leadership nel capoluogo partenopeo.
Ecco perchè torna in "pole" la candidatura di Marcello Taglialatela, attuale assessore regionale. Anche se il suo nome non riuscirà mai ad aggregare personale politico oltre i partiti tradizionali del centrodestra. Nei moderati c'è fermento. Soprattutto i delusi del Partito democratico, pronti anche a varare una lista civica e scheirarsi contro il centrosinistra. Ma Taglialatela per la sua storia e per il suo modo di fare politica non è il personaggio giusto capace di attrarre i centristi. Inoltre, Taglialatela non ha nemmeno il sostegno dei "futuristi" di Enzo Rivellini e questo complica ancora di più i piani dell'ex missino.
Ecco perchè il centrosinistra sta guadagnando terreno, forte non solo delle difficoltà del centrodestra a trovare una sintesi ma pure in virtù dei risultati ottenuti alle ultime Regionali nel capoluogo partenopeo. Con l'apparato "bassoliniao" fermo al palo e con un candidato alla presidenza inviso agli stessi dirigenti di centrosinistra, come Enzo De Luca, la coalizione in città ha tenuto testa al centrodestra e, per di più, in alcune zone come Ponticelli e Barra, ha addirittura vinto.
Poi, le difficoltà incontrate dal centrodestra in Regione Campania ed in Provincia di Napoli, fanno scendere ancora di più il gradimento dell'elettorato verso un partito, il Pdl appunto, che non viaggia col vento in poppa degli anni scorsi.
Ecco perché la partita è tutta ancora da giocare. Mara Carfagna si metta l'anima in pace. La sua meritocrazia, tanto decantata alle Regionali, è l'unica cosa certa che non serve al capoluogo partenopeo.   

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di Redazione
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