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La decisione definitiva è attesa per il prossimo 15 luglio

Tar Piemonte: si ai ricorsi contro Cota ma la discussione è rinviata


Tar Piemonte: si ai ricorsi contro Cota ma la discussione è rinviata
01/07/2010, 22:07

TORINO - Dopo la decisione del Tar del Piemonte di considerare ammissibili le irregolarità contestate ad alcune liste che hanno appoggiato Roberto Cota alle scorse elezioni regionali, inizia ufficialmente il conto alla rovescia per il neogovernatore leghista che, come noto, ha vinto la competizione con Mercedes Bresso per una manciata di voti.
I giudici, al fine di valutare al meglio tutti i documenti già disponibili e di acquisirne di nuovi, hanno rimandato però la discussione definitiva del caso al prossimo 15 luglio. Due settimane che si preannunciano calde e non solo per le alte temperature stagionali, con la lista "Pensionati per Cota" guidata dal neoconsigliere Michele Iovine finita sotto inchiesta alla Procura della Repubblica per una presunta falsificazione di firme operata proprio da Iovine. A tale indagine si aggiungono i due ricorsi sui quali il presidente del Tribunale amministrativo regionale Franco Bianchi dovrà pronunciarsi entro 14 giorni.
A tal proposito è interessante osservare come, i ricorsi, furono presentati in maniera congiunta dalla Federazione dei Verdi, dall'Udc e, almeno in un primo momento, anche dalla Bresso. L'ex governatrice ritirò però la sua firma lo scorso venti maggio poichè, essendo nel frattempo divenuta europarlamentare, avrebbe poi dovuto lasciare Bruxelles in caso di decretata invalidità delle scorse elezioni regionali. I voti contestati ai "Verdi Verdi"(altra lista di appoggio a Cota) sono ben 33.411 e, in aggiunta, la Federazione dei Verdi, ha preparato il ricorso anche per il nome della lista; evidentemente ambigua e quindi apparentemente pensata per trarre in inganno gli elettori più disattenti.
Altro ricorso è quello presentato dall'Udc nei confrontti del candidato
Deodato Scanderebech , il quale, fuoriuscito dalla colazione centrista, a parer dei ricorrenti,  avrebbe dovuto raccogliere nuovamente le firme e non, come ha invece operato, considerare come valide quelle già ottenute grazie al suo ex partito. Dulcis in fundo ci sono altri 2.826 voti contestati dai legali della Bresso alla lista Consumatori; sempre della coalizone leghista in appoggio all'attuale presidente piemontese.
Come si osserva anche sul Sole 24 ore, dunque, in totale i voti ritenuti invalidi ammontano a 48.391; una cifra ben superiore alle circa 9.372 preferenze di scarto positivo che hanno consentito a Cota di vincere la competizione elettorale. Se il Tar riterrà validi e plausibili i ricorsi, dunque, le elezioni di marzo verranno dichiarate nulle e, a quel punto, Cota avrebbe una sola strada davanti per temporeggiare: chiedere un nuovo esame delle carte da parte del Consiglio di Stato che, come si sa, può essere allegato ad una sospensiva della sentenza del tribunale amministrativo regionale. Dato che il Consiglio di Stato può impiegare diversi mesi prima di emettere una sentenza, la giunta cotiana potrebbe godere di un salvataggio momentaneo. Se però anche in appello la sentenza del Tar venisse confermata, allora il Piemonte sarebbe costretto a ritornare alle urne; con buona pace della Bresso che rieschierebbe di abbandonare Bruxelles per Torino.

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di Germano Milite
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