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Ipotesi di reato: turbativa d’asta e corruzione

Tarantini: aperto nuovo fascicolo. Indagini su 10 appalti

Offriva ragazze per ottenere in cambio favori

Tarantini: aperto nuovo fascicolo. Indagini su 10 appalti
19/09/2011, 18:09

BARI – L’inchiesta sul caso Tarantini si arricchisce di un nuovo filone. Dopo soli pochi giorni dalla dichiarazione di chiusura delle indagini relative al giro di escort intorno al premier, la Procura di Bari ha deciso ora di indagare anche su un giro di gare d’appalto. A quanto pare, infatti, sarebbero almeno una decina gli appalti (ma il numero potrebbe crescere) ai quali l’imprenditore pugliese ambiva e tutti sono finiti nel mirino delle nuove indagini baresi.
L’ipotesi dei pm è che Tarantini per ottenere favori che gli garantissero l’assegnazione di alcuni appalti, offrisse in cambio ragazze a chi poteva aiutarlo a turbare le gare. Il nuovo fascicolo, stralciato dall’indagine per la quale Tarantini procurava e portava escort nelle residenze del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, è stato aperto con l’ipotesi di reato di associazione per delinquere finalizzata alla turbativa d’asta e alla corruzione: gli appalti finiti nell’indagine sono quelli di cui lo stesso Tarantini parla durante le sue telefonate intercettate, ovvero affari milionari da fare con Finmeccanica e Protezione civile. In realtà, nessuno dei suoi progetti, poi è andato in porto, ma allo stato attuale sono cinque gli indagati in questo nuovo ambito. In altre parole, Giampaolo Tarantini voleva mettere le mani su alcuni grandi appalti e sperava di raggiungere questo obiettivo attraverso le donne reclutate, vera e propria tangente utilizzata per guadagnarsi la simpatia non solo del premier, ma anche di imprenditori e manager in vista.
Nel fascicolo stralcio sarebbe contenuto anche l’incontro del 21 gennaio 2009 nell’hotel De Russie di Roma, in cui si parlava di un appalto da 55 milioni da smembrare e da “distribuire” agli amici di Tarantini. A quella riunione parteciparono Tarantini, Lea Cosentino (all’epoca dg della Asl Bari) e gli imprenditori pugliesi Cosimo Catalano della “Supernova” di Lecce ed Enrico Intini. Ma gli accertamenti, secondo quanto è stato possibile ricostruire, riguardano anche altri personaggi, in particolare i vertici di Finmeccanica, rappresentati in quell’occasione da Rino Metrangolo (anch’egli “rifornito” di escort da Tarantini).

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di Antonio Formisano
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