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Concluso il vertice straordinario

Tav, Monti conferma la linea della fermezza

Appello della società civile per un incontro con i sindaci

Tav, Monti conferma la linea della fermezza
02/03/2012, 20:03

ROMA - Dopo tre ore di riunione intergovernativa il premer Mario Monti continua con la linea della fermezza: “E’ ovvio che la realizzazione dell’alta velocità Torino-Lione vada avanti”.
Monti è rientrato da Bruxelles e nel pomeriggio si è precipitato a Palazzo Chigi dove ha affrontato la questione con il ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri, il ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Antonio Catricalà e il commissario straordinario di governo Mario Virano. Che minimizza gli effetti dell’opera sulla salute e sulla qualità della vita dei cittadini della Val Susa: “Circa un 30% della popolazione – spiega – eviterebbe di dover fare i conti con questa opera; poi ci sono quote molto più limitate che ritengono che debba essere fatta e c’è una minoranza più ristretta che ritiene di doversi ‘battere sul campo’ e ricerca lo scontro anche per significati che vanno al di là dell’opera”.

 

IDV FUORI DAL CORO – In Parlamento, Antonio Di Pietro si schiera con i valsusini. “Chiediamo al governo di costituire con la Ue un tavolo tecnico – afferma - per valutare l’opportunità del progetto Tav in Val di Susa visto che è vecchio di oltre 20 anni. E nell’attesa sospendere i lavori”. Ma il leader dell’Italia dei Valori richiama alla protesta pacifica, dopo gli ultimi drammatici avvenimenti, e aggiunge: “Auspichiamo che gli abitanti di questa valle allontanino ogni provocatore”.

 

L’APPELLO DELLA SOCIETA’ CIVILE - C’è chi chiede al governo di incontrare i sindaci, quasi tutti contrari alla ferrovia: esponenti della società civile, della politica e della cultura chiedono in un documento che il governo risponda alla richiesta di incontro da parte dei primi cittadini della valle e che si intavoli un confronto nel merito dell’opera. Primi firmatari: don Ciotti, il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, il sindaco di Napoli Luigi De Magistris, di Bari Michele Emiliano, Livio Pepino (giurista, già componente Consiglio superiore magistratura), Michele Curto (capogruppo Sinistra, ecologia e libertà, Comune Torino), Giorgio Airaudo (responsabile nazionale auto della Fiom) docenti universitari tra cui lo storico Marco Revelli, Monica Frassoni (presidente Verdi europei), Paolo Beni (presidente nazionale Arci), Giovanni Palombarini (giurista, già Procuratore aggiunto Cassazione).

 

LUCA ABBA’ E’ FUORI PERICOLO -  Intanto, per l’attivista No-Tav Luca Abbà si rischiara un po’ l’orizzonte. E’ riuscito l’intervento chirurgico sulle ustioni provocate dal contatto con i fili dell’alta tensione nell’incidente di lunedì mattina, durante la protesta. I medici del reparto di Rianimazione del Cto di Torino, dove è ricoverato, lo hanno dichiarato fuori pericolo, ma resta sedato, ventilato e in prognosi riservata. Come comunica l’ospedale, l’intervento è stato piuttosto complesso e Abbà ha perso molto sangue: sono coinvolti spalla e braccio destro, ginocchio destro, spalla e braccio sinistro, ginocchio sinistro, ascella destra e caviglia sinistra. Nonostante questo, “Il paziente ha retto bene – si legge nell’aggiornamento delle sue condizioni cliniche diramato dall’azienda ospedaliera – e il pomeriggio e la notte serviranno per stabilizzarlo”.

 

AGGRESSIONI AI GIORNALISTI – Il bilancio è stato aggiornato questa notte, con altre due aggressioni da parte di alcuni violenti. I giornalisti coinvolti sono Stefano Rogliatti, un video reporter freelance che stava lavorando per il Tg3 che è stato malmenato ed ha visto distrutta la sua attrezzatura, e Jan Pellissier, giornalista dell’agenzia La Presse, vittima del lancio di oggetti. Allarme da parte del sindacato dei giornalisti, che condanna fermamente la violenza ma aggiunge anche: “Ancora una volta, a fare le spese del clima di violenza è stato, non a caso, un giornalista free-lance. Sono molti quelli che si trovano in questi giorni in Valsusa in queste condizioni: rischiano più di altri anche perché privi di molte tutele, non ultima quella economica sulle proprie attrezzature”.

 

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di Gaia Bozza
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