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Rete telecomunicazione fondamentale per sviluppo del Paese

Telecom, Letta:no problema nazioni ma interessi strategici

"Il Governo e' stato avvertito dell'operazione a cose fatte"

Telecom, Letta:no problema nazioni ma interessi strategici
25/09/2013, 16:47

ROMA - "Non è un problema di barriere, nè un problema di passaporto di capitali". Il premier Enrico Letta dagli Stati Uniti, in un'intervista a Bloomberg Tv, interviene sula questione Telecom ricordando che "in un mercato aperto come quello europeo" l'acquisizione dell'azienda italiana da parte di Telefonica riguarda innanzitutto il livello occupazionale ma anche la questione degli assetti strategici. "Siamo ora nel mercato europeo, stiamo discutendo di compagnie europee, come Enel o Endesa. Non e' un problema di nazioni, ma un problema di interessi strategici", ha detto il presidente del Consiglio.

Bernabè ha poi evidenziato che "Telecom conferma il proprio impegno a procedere nel confronto con l'Autorita' e con la Cassa Depositi e Prestiti ma l'esito finale dell'operazione non e' scontato e, in ogni caso, richiede tempi molto lunghi"."Questo accordo societario, in base al quale i soci italiani hanno diluito la loro partecipazione e concesso una call option a Telefonica sull'intero pacchetto azionario, delinea un percorso che portera' Telefonica ad avere il controllo di Telco e quindi a diventare l'azionista di riferimento di Telecom Italia che restera', tuttavia, una societa' quotata con l'85% del capitale sul mercato, incluse le azioni di risparmio", ha spiegato.

Bernabe' ha poi risposto a quelli che oggi gridano per il passaggio di un'azienda strategica in mani straniere: "Per arrivare a scelte differenti bisognava tutti pensarci prima" se "il sistema Italia fosse stato davvero cosi' preoccupato del futuro di Telecom Italia come negli ultimi due giorni forse sarebbe stato possibile un intervento piu' strutturale". Anche sul fronte sindacale c'e' preoccupazione. Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto un incontro urgente al premier. "La modifica dell'azionariato di Telecom Italia - si legge nella lettera - provoca conseguenze rilevantissime in un settore strategico per il futuro del nostro Paese" 

"La rete di telecomunicazioni e' un asset fondamentale per la crescita e lo sviluppo del Paese". Lo ha affermato il vice ministro dello Sviluppo economico Antonio Catricala' aggiungendo che "la rete di accesso e' di fatto un monopolio naturale che necessita di costose e complesse valorizzazioni". "Come tale - ha proseguito - e' oggetto di una particolare attenzione da parte del Governo italiano in quanto asset che seppur privato comporta un interesse strategico generale per l'intera collettivita' .

Avere una rete di telecomunicazioni all'avanguardia e' una delle sfide cruciali per il futuro e dell'intero sistema paese"."Il Governo e' stato avvertito dell'operazione a cose fatte". Lo ha detto il vice ministro dello Sviluppo economico Antonio Catricala' in un'audizione al Senato sul riassetto di Telco che controlla Telecom. "Non sta a me esprimere un giudizio in merito a cio' che e' accaduto nella notte tra il 23 e il 24 settembre nell'ambito di una Societa' totalmente privata", ha aggiunto.
"Certo e' che fino a quella notte le scelte in campo riguardavano le opportunita' che il Presidente Bernabe' offriva alle societa' con lo specifico fine di incrementare le capacita' di Telecom di investire, mantenere il proprio rating, e aggredire il mercato", ha sottolineato.

 

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di Flavia Stefanelli
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