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Efficienza della giustizia italiana

Tempi brevi: una spinta epocale nel settore giudiziario


Tempi brevi: una spinta epocale nel settore giudiziario
10/03/2011, 15:03

Roma - Ridurre i tempi dei processi civili e deflazionare il carico dell'arretrato costituito. Questi gli obiettivi principali del disegno di legge sul sistema giudiziario approvato dal Consiglio dei Ministri il 9 febbraio scorso. I vertici degli uffici giudiziari dovranno redigere entro il 31 gennaio di ogni anno un programma con cui fissano criteri e numeri per la riduzione della durata dei procedimenti civili e lo smaltimento degli arretrati; i capi degli uffici giudiziari potranno stipulare apposite convenzioni con le facoltà universitarie di giurisprudenza, con le scuole di specializzazione per le professioni legali e con i consigli dell’ordine degli avvocati per consentire ai più meritevoli di svolgere un anno di praticantato; le cause pendenti in appello e in cassazione si intenderanno estinte qualora le parti non provvedano, entro un dato termine perentorio, a presentare istanza di trattazione del procedimento; l'introduzione della redazione della sentenza con motivazione breve, nel rispetto dei principi dettati dall’art.111 della Costituzione, riservando la motivazione estesa ad apposita istanza della parte che voglia proporre impugnazione; la possibilità anche in appello di pronunciare sentenza in forma semplificata nonché la facoltà del presidente del collegio di delegare per la assunzione dei mezzi istruttori uno dei suoi componenti; l'aumento della metà del contributo unificato nei giudizi di impugnazione e il versamento dello stesso contestualmente al deposito della richiesta di motivazione estesa della sentenza ; la nomina di giudici ausiliari - nel numero massimo di seicento - scelti tra i magistrati e gli avvocati dello Stato in pensione, cui affidare la definizione dei procedimenti civili pendenti.

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di Rosario Lavorgna
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