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Il faccia a faccia sul ruolo dei deputati

Tensione Fini-Berlusconi sul Parlamento, ma dopo torna il sereno


Tensione Fini-Berlusconi sul Parlamento, ma dopo torna il sereno
26/03/2009, 21:03

Ancora momenti di tensione tra il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ed il premier, Silvio Berlusconi. Questa volta, oggetto del contenzioso, il ruolo dei deputati nel Parlamento. Berlusconi attacca, Fini si difende e passa al contrattacco. Il motivo, che già era nell’aria, è lo snellimento delle procedure legislative.

A far scattare lo scontro, le dichiarazioni rilasciate da Silvio Berlusconi questa mattina a Napoli, dopo l’inaugurazione del termovalorizzatore di Acerra. Il Cavaliere, dopo aver toccato gli argomenti caldi degli ultimi giorni, è passato a parlare del Parlamento, illustrando il suo progetto di abbreviare l’iter legislativo. “Ci sono troppe procedure, bisogna ammodernare lo Stato - ha detto, - per questo siamo indietro su tutto, anche in Parlamento. Adesso sei lì con due dita ad approvare tutto il giorno emendamenti di cui non si conosce nulla. Quando ho fatto il paradosso del capogruppo che vota per tutti era per dire che gli altri sono veramente lì non per partecipare ma per fare numero”.

Deputati che votano senza sapere, che sono lì soltanto per rendere valide le votazioni. Dichiarazioni che non potevano non suscitare clamore. Con il suo aplomb ormai leggendario, Fini non si è scomposto nel rispondere al premier. “La democrazia parlamentare ha procedure e regole precise che devono essere rispettate da tutti, in primis dal capo del governo, - ha dichiarato pochi minuti dopo il presidente della Camera, - si possono certo cambiare, ma non irridere”. Quello che non è andato giù a Fini non è stata la proposta di modificare le procedure, ma le parole utilizzate che sminuiscono il ruolo del deputato, limitandolo a quello di premere un tasto (o anche tre o quattro, nel caso dei pianisti) al momento opportuno. “Non è vero che i deputati sono qui a fare numero”, ha continuato Fini, aggiungendo che bisogna stare attenti a non “alimentare un qualunquismo e senso di sfiducia nelle istituzioni di cui credo che nessuno oggi in Italia ravvisi la necessità”.

Ma reazioni negative non sono arrivate soltanto dal presidente. Antonello Soro, capogruppo del Pd, ha parlato di “pulsioni autoritarie del premier mai del tutto mascherate, contro le quali è necessario che il Parlamento tutto reagisca”. Il centrodestra cerca di sminuire la situazione, parlando di “eccesso verbale” (Bocchino) e di “polemica pretestuosa” da parte dell’opposizione (Cicchitto). 

Successivamente, però, Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini si sono incontrati a Montecitorio. Durante l'incontro il premier ha chiaro la situazione con il presidente della Camera, spiegando di essere stato frainteso e, a quanto pare, la tensione è rientrata. Nei limiti di sicurezza.
 

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di Nico Falco
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