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Bocchino ancora in pole per il ruolo di segretario

Tensione Fli: nuovo vertice per decidere le nomine

Fini: "Vogliamo la rinascita della nostra amata Italia"

Tensione Fli: nuovo vertice per decidere le nomine
12/02/2011, 20:02

MILANO – Ancora incomprensioni e dissidi interni, al termine della seconda giornata di assemblea costituente, tesa a decidere il nuovo assetto interno di Fli ed il ruolo di segretario del partito. In attesa che Gianfranco Fini, si pronunci sul nuovo organigramma si infittiscono gli incontri.
L’ipotesi, di Italo Bocchino quale segretario del partito, resta ancora la più probabile, sebbene si prospettino anche altre due soluzioni. Una gestione collegiale di Futuro e Libertà oppure la candidatura di Adolfo Urso. Di questo e di altro ancora, si sta discutendo nel nuovo vertice, convocato da Fini per questa sera. L’idea di quest’ultimo, è quella di scongiurare la divisione in concorrenti, che nella vecchia An arrivò a chiamare “metastasi”. Il leader di Fli, scende dunque in campo per rinsaldare l’immagine della sua coalizione, apparsa un po’ sbiadita dall’assegnazione delle poltrone. “Qui gettiamo il seme perché una primavera italiana possa diventare non solo una speranza ma una bella realtà. Saremo animati da un’unica grande ambizione: la rinascita della nostra amata Italia, una stagione di riscatto e protagonismo. Solo il tempo dirà se siamo all’altezza di un compito così ambizioso”.
Qualcosa però nell’aria sembra già essere cambiato. Nel documento programmatico, mai un esplicito riferimento a Silvio Berlusconi, ma semmai alle diverse promesse mancate del centrodestra, in riferimento alle elezioni del 2008. “Oggi c’è un giro di boa nella nostra storia politica – spiega Italo Bocchino – non vogliamo più essere berlusconiani, perché quel progetto è fallito, né antibelrusconiani, perché non ci appartiene più la contrapposizione sterile. Usciamo dal teatrino. Dopo vent’anni sappiamo chi ne è l’impresario”.
Intanto, in attesa delle nuove decisioni di Futuro e libertà, Pier Ferdinando Casini, sottolinea l’importanza di mettere assieme “le persone compatibili di Pdl, Pd e Centro” per fare non una grande “ammucchiata”, ma “un’alleanza repubblicana”.

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di Dario Palladino
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