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Per le emergenze serve un piano nazionale

Terremoto: Napolitano, finiranno le scosse come la guerra

"Bisogna avere il senso anche di quello che si è superato"

Terremoto: Napolitano, finiranno le scosse come la guerra
07/06/2012, 20:06

MILANO – Il Presidente del Consiglio Giorgio Napolitano ha incontrato, nella giornata di oggi, i sindaci colpiti dal terremoto in Emilia Romagna riunitisi a Bologna. “Finiranno le scosse, così come è finita la guerra”, ha detto Napolitano che ha aggiunto ”Ora bisogna darsi da fare perché l'attività riprenda nelle condizioni essenziali di sicurezza, perché già si era ripartiti e si è stati duramente colpiti”. Il Capo dello Stato, ricordando il duro periodo della seconda guerra mondiale, ha sottolineato che nella sua “ città ci sono stati cento bombardamenti aerei che hanno provocato rovine ovunque”.
Danno forza le parole di Napolitano che ricorda che per far fronte al disastro occorre “non solo avere il senso di quello che abbiamo passato, ma anche il senso di quello che abbiamo superato. Bisogna reagire, bisogna venirne fuori con disciplina, sangue freddo e autocontrollo per superare questo periodo molto duro. Abbiamo saputo superare altri momenti difficili”.
l presidente del Consiglio  è stato accolto con numerosi applausi a Mirandola, il luogo dove la scossa del 28 maggio che ha colpito il Modenese, ha provocato i maggiori danni. Ma numerosi sono stati anche i cartelli di protesta e  fischi di alcuni residenti che con i crolli hanno perso lavoro, casa e ogni bene. Nel corso dell’intervento, Il capo dello Stato ha detto “Voglio essere vicino con tutto il cuore alle famiglie delle sette vittime di Mirandola , e  voglio far loro sapere che faremo il possibile per uscire da questa situazione di emergenza. Ho già assistito a miracoli del genere. Ero il giorno dopo il crollo nella basilica di San Francesco ad Assisi. Sembrava la fine. Poi tutto è stato ricostruito. Allo stesso modo vi rialzerete voi e le vostre aziende.
Dopo un momento di commozione, Napolitano ha sottolineato che il nemico non sono solo le scosse, né solo le macerie. “Dobbiamo affrontare il problema del rischio di una regressione nelle attività produttive, in una zona che rappresenta un'area di eccellenza, sia per il suo patrimonio artistico, sia per il suo grado di alto sviluppo economico”. Il Presidente ha poi posto l’attenzione su un altro problema e cioè il rischio della fuga dai luoghi terremotati : “Bisogna assolutamente evitare che se ne vadano a causa del sisma aziende che non possono riprendere la loro attività produttiva in tempi rapidi” e a tal proposito Napolitano ha aggiunto che anche il decreto per le zone del sisma ha superato i tempi solitamente non brevi dei decreti legge.
In questa situazione di emergenza è indispensabile realizzare un piano di sicurezza nazionale del rischio sismico e geologico. “Non si può impedire che la terra tremi, ma si può impedire che un paese venga travolto dalle acque ed è un delitto non farlo”, ha precisato  richiamando l'alluvione del 25 ottobre 2011 di Vernazza. “Quando c'è un terremoto non c'è tanto da prevenire ma c'è molto da fare per trovare il modo di reggere un urto fatale. C'è molto da rivedere nella mappatura e molto da lavorare per limitare danni e vittime”.
Parole di approvazione sono state rivolte da Napolitano all’azione del governo:” Si è mostrato molto pronto e sensibile, nonostante le ristrettezze finanziarie del momento”. In particolare con il decreto: “Sono stato molto vicino al Governo per l'elaborazione di questo decreto che  è arrivato sul mio tavolo ieri alle 20.30 e che ho subito firmato perchè non potevo venire qui da voi se non avevo il decreto in mano”. Il decreto, ha garantito il Capo dello Stato, è stato elaborato “con la massima attenzione” per rispondere ai veri bisogni della gente e per il rilancio delle attività produttive. “Si cercherà di fare tutto l'indispensabile e il Governo lo farà perchè non si può scherzare con chi ha subito danni di questa portata”, ha concluso Napolitano.

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di Alessia Tritone
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