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TESTO SULLA SICUREZZA, SI DISCUTE SULL'APPARATO SANZIONATORIO


TESTO SULLA SICUREZZA, SI DISCUTE SULL'APPARATO SANZIONATORIO
06/03/2008, 09:03

Ancora fumata nera per il Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro. Al termine della riunione di ieri sera fra Governo e parti sociali, è stato deciso di aggiornarsi a oggi, prima del Consiglio dei ministri slittato alle 17.00, per la presa d'atto del testo definitivo. Un ritaglio di tempo per eventuali ultimi ritocchi e per cercare, in extremis, l'adesione di Confindustria e del mondo delle imprese, che anche ieri sera ha espresso un giudizio negativo sul sistema sanzionatorio contenuto nel provvedimento.

Secondo il ministro della Giustizia Luigi Scotti, invece, il Governo "ha avuto cura di garantire equilibrio e proporzionalità". E' un testo "complesso - ha spiegato il ministro - lo stiamo raffinando. Ma vogliamo rassicurare: non è un testo preoccupante, ma equilibrato. La delega ci ha imposto binari precisi: aggiornare, portare a regolarizzazione, dopo le tante disgrazie, ma senza eccessi repressivi". In tal senso, Scotti ha spiegato che anche "nell'unico caso di sanzione che prevede l'arresto, quando l'imprenditore regolarizza la sua posizione, invece dell'arresto può pagare una sanzione da 8.000 a 24.000 euro. L'aspetto repressivo, dunque, è subordinato alla regolarizzazione".

Dal canto suo, il titolare del Lavoro Cesare Damiano ha sottolineato che "è proseguito il confronto" e sono state date molte risposte, a cominciare da quelle sulla "reperibilità delle risorse per la prevenzione". E c'é stato "un ulteriore chiarimento sull'impianto sanzionatorio, elaborato con proporzionalità e nessun accanimento. Dopo mesi di confronto - ha concluso - pensiamo di essere arrivati ad un punto di equilibrio".
Di fronte alle morti di questi mesi, un invito preciso è venuto anche dal ministro dello Sviluppo Economico Pierluigi Bersani: "un passo bisogna farlo" ha detto infatti riferendosi alla necessità che oggi il CdM approvi il testo. E se i sindacati plaudono al Governo che, in ogni caso, ha deciso di andare avanti e che domani varerà il decreto, Confindustria e le associazioni datoriali tengono il punto.
"Nessuno mette in dubbio che l'impresa che non rispetta le norme debba essere sanzionata. Ma la sanzione deve risultare sempre proporzionata alla gravità della mancanza" ha affermato il vice presidente di viale dell'Astronomia Alberto Bombassei, che si è detto "indignato" per la strumentalizzazione fatta delle posizioni assunte dalle imprese, di fronte a tragedie come quelle dei morti sul lavoro.
Al termine dell'incontro il direttore delle relazioni industriali di Confindustria, Gianpaolo Usai, che ha seguito tutta la trattativa, ha espresso dunque ancora tutti i suoi dubbi. "Le leggi bisogna leggerle - ha detto riferendosi al testo che il Governo presenterà domani - ma non mi sembra abbiano individuato soluzioni". Le sanzioni, per gli imprenditori, sono insomma ancora non proporzionate.

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di Giancarlo Borriello
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