Politica / Regione

Commenta Stampa

Approdi di una sottile malinconia

Torre del Greco. Mostra antologica di Natale Manzo


Torre del Greco. Mostra antologica di Natale Manzo
30/05/2011, 11:05

E’ stata inaugurata il 27 maggio la mostra personale di Natale Manzo a Villa Macrina in Torre del Greco dal titolo “Approdi di una sottile malinconia”.
Angelo Calabrese, nella sua critica a Natale Manzo, ha così scritto: “Spessori e armonie di sentimenti sono gli emblemi che connotano le luci pacate e meditative del discorso pittorico di Natale Manzo. Da anni la ricerca del suo vero respira in vaste stesure, in rese formali che lasciano scorrere il pensiero oltre gli spazi noti verso approdi di una sottile malinconia.

L’autore per i suoi racconti prende come pretesti situazioni e oggetti che si identificano con il suo modo di vivere. Egli non si serve dell’immagine di un violino o d’altro per renderne l’aspetto o le dimensioni, bensì per alludere a una condizione, ad un modo d’essere in un vortice di stati d’animo che si aggrovigliano in un labirinto della vita intima e delle relazioni quotidiane. Si evidenziano così selezioni di scene, cariche di tensioni avventurose, di sogni e di speranze che aleggiano sui personaggi mai appagati. Non c’è storia connotata nelle opere di Manzo. Il nudo appartiene a tutti i tempi, la maschera è il modulo ereditario per celarsi all’indagine altrui, l’armonia è la sola speranza. Ciascuno suona per sé, la musica è la stessa, ma viene diversamente intesa anche se si cercano note e accordi per comunicare e superare la tensione della solitudine. … Le strade con le loro luci radenti agglomerate di bagliori sembrano fuggire in fretta dai luoghi incantati che resistono nel dormiveglia.

Fuggono le strade dove portano i pensieri e la fantasia dei personaggi di Natale Manzo. Dove si placa il dolore per le cose perdute, per quel vago senso di “voluptas dolendi” che è anche consapevolezza della sofferenza che esiste e che ti attende, sia che tu ne conosca sia che ne ignori le cause. La tela delle trame, la polvere dei colori, la malinconia si affidano a mani esperte per cantare una dimensione comune che trova nell’opera compiuta il suo riscatto contemplativo”.

Commenta Stampa
di Rossella Saluzzo
Riproduzione riservata ©