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Si apre un nuovo scenario per il Governo

Tra Berlusconi e Fini, ci sono Rutelli, d'Alema e Casini


Tra Berlusconi e Fini, ci sono Rutelli, d'Alema e Casini
16/04/2010, 16:04

Berlusconi e Fini sono in rotta. Il presidente del maggior partito della nazione, nato dall’unione di Forza Italia con l’area AN ed altre piccole sigle di centrodestra, deve adesso contendersi il primato tanto ambito da coloro che, con il bipolarismo imperfetto nato tra il PDL ed il PD, hanno perso la leadership di partiti che prima contavano ed ora non più. Visto che la maggioranza dell’elettorato si è divisa tra queste due sigle, i “generali” di una volta hanno perso le loro poltrone di potere in cambio di ruoli ed incarichi che hanno affievolito temporaneamente la brama di quel potere perso per incapacità. L’ex leader di Alleanza Nazionale ha alzato il tiro dopo che ha visto rafforzarsi il legame tra la Lega Nord e l’area forzista capitanata dal Premier italiano successivamente al trionfo che si è registrato nelle scorse elezioni regionali ed amministrative.

IL VECCHIO ED IL MENO VECCHIO - E’ inutile nascondere che il Cavaliere ha un età che lo vede più vicino a ricoprire un incarico al Quirinale, ma è anche superfluo non diffidare dai colpi bassi che possono giungere alla stabilità dell’esecutivo del Paese da parte di personaggi che da sempre sono stati abituati a lavorare nel sottobosco perché favoriti dagli amici presenti all’interno delle lobby di potere, che decidono il buono ed il cattivo tempo all’interno dello scenario politico ed economico della penisola. Sarà per gli anni che passano inesorabilmente per il Cavaliere, sarà per la sconfitta che aliena dallo scenario nazionale ed internazionale esponenti di spicco della politica che hanno vissuto la prima, la seconda e tutt’ora sono presenti nella terza Repubblica, è sempre più consistente quell’aria di golpe che deve destabilizzare un Governo solido e proiettato a durare nel corso degli anni, salvo tradimenti dell’ultima ora. Ed ecco che spunta l’ipotesi di una nuova fazione partitica che dovrebbe racchiudere membri di spicco della politica italiana. I soliti volti che si defilano quando ci sono i problemi che attanagliano il Paese e si mostrano in pubblico solo quando devono sponsorizzare i propri progetti, senza preoccuparsi se questi vanno in porto, oppure, vengono meno una volta che viene smontata la passerella di lancio.

PENTAPARTITO? NO, MA QUADRO SI - Non sembrano lontani i tempi in cui esisteva il pentapartito che metteva d’accordo tutte le parti politiche a discapito dei cittadini onesti. Tutti erano felici, cittadini compresi, ma poi si son ritrovati con una nazione in deficit ed involuta rispetto ad altri Paesi europei che hanno davvero sfruttato le proprie eccellenze, i quali hanno davvero contribuito ad una ripresa morale e sostanziale della propria economia. Inutile nascondersi dietro ad un dito. Stiamo parlando, a malincuore, di paesi come la Germania e la Francia che, vuoi per meriti della classe politica, vuoi per meriti della coscienza acquisita da parte dei loro cittadini, non hanno mai rigettato sentimenti di natura nazionalista ed anche di comportamenti protezionisti verso le nazioni che attualmente fanno parte di quella grande famiglia chiamata Unione Europea. Una tesi volta a salvaguardare il proprio orto a discapito delle politiche comunitarie.

IL POTERE LOGORA CHI NON CE L’HA - Chi ha interesse con Fini di accoppare, una volta per tutte, il Cavaliere? Un premier che si lamenta giornalmente dei ricatti che ostacolerebbero un lavoro di riforme radicali in grado di poter dare un cambio decisivo alla rotta fallimentare intrapresa dalla nostra nazione qualche decennio addietro. I nomi sono i soliti: l’esponente della famiglia Caltagirone e leader dell’UDC, Pier Ferdinando Casini, l’ex leader della Margherita, Francesco Rutelli, ed il politico dal maggior spessore politico del Paese, dopo Andreotti, ed ex Presidente del Consiglio, Massimo D’Alema. Sono loro i fantastici quattro che starebbero cercando di cambiare la guida politica della nazione remando contro il Cavaliere, arrivando a rinnegare la propria storia politica e le proprie ideologie per ritornare a governare, creando quella confusione degna di un paese anarchico dove il popolo soffre e si lamenta, mentre gli “Eletti” si cullano dentro i vizi ed i privilegi di una casta politica sempre più lontana dalle esigenze e dalle necessità di una nazione vetusta ed in rovina, morale e finanziaria, come quella italiana.

I FANTASTICI 4 - Rutelli è un personaggio noto a tutti. Uomo di sinistra, radicale di estrazione, ammanigliato a destra grazie ad una collaborazione che vede la moglie impegnata con le emittenti televisive del Premier. D’Alema, invece, è d’estrazione comunista, leader per un periodo del centrosinistra e sempre più moderato con il passare del tempo. Stessa storia per Gianfranco Fini, ma dall’altra sponda però. Nato fascista nelle fila dell’MSI, il presidente della Camera ha rinnegato più volte gli amici del vecchio partito, spostandosi sempre di più, in una coalizione dall’estrazione centrista per ottenere incarichi istituzionali che l’hanno portato a cedere il suo partito in favore di Silvio Berlusconi. Discorso diverso per Pierferdinando Casini, da sempre in attesa del salto di qualità, che non arriva mai, pur avendo alle spalle un suocero illustre che figura tra i primi imprenditori della Nazione. Il Leader dell’UDC si può definire coerente con la propria ideologia centrista che non l’ha mai portato a sbilanciarsi per l’uno o l’altro lato politico dello scenario nazionale.

Se la previsione da noi data si concretizzasse, diverrebbe un indovinello che reciterebbe “cosa ci fanno insieme un centrista, un comunista, un ex radicale ed un fascista pentito? A voi la risposta…

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di Livio Varriale
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