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Tradimenti, corruzione, menzogne: il Parlamento italiano oggi


Tradimenti, corruzione, menzogne: il Parlamento italiano oggi
11/12/2010, 20:12

In questi giorni stiamo sentendo un nuovo vocabolario da parte dei parlamentari del Pdl: i "traditori", cioè gli appartenenti di Fli che hanno annunciato il voto contrario alla fiducia al premier martedì prossimo; i "responsabili", cioè coloro che - eletti nelle file dell'opposizione - si sono fatti corrompere dalle offerte del Pdl per votare a favore del governo oppure ad astenersi; il "rispetto del mandato elettorale", che vincola i deputati del Pdl; e così via. Ma c'è qualcosa di vero?
Innanzitutto, non c'è alcun vincolo di mandato. Lo dice la Costituzione, in maniera esplicita. Quindi anche coloro che sono stati eletti nelle file del Pdl possono votare contro il premier. Ma sono stati eletti? No. Nessun parlamentare, dal 2006 ad oggi, è stato eletto, sono stati tutti nominati. Cioè, come dice Beppe Grillo, abbiamo un Parlamento di quasi 1000 persone tra deputati e senatori, che sono stati nominati da 6 segretari di partito. E questa è la prima distorsione. Finchè vige questa pessima legge, i parlamentari non devono preoccuparsi di raccogliere voti, ma solo avere un posto tra i primi della lista di questo o quel partito. Per cui un Antonio Razzi (per prendere un nome di coloro che sono passati da una parte all'altra dello schieramento politico), se è messo al sesto posto della lista del Pdl avrà più possibilità di essere eletto che non messo al sesto posto della lista di Italia dei Valori. E quindi perchè non passare da una parte all'altra magari in cambio di una somma tra 350 e 500 mila euro (Calearo dixit) o dell'estinzione di un mutuo di 150 mila euro (sempre Razzi)? Certo, dovrebbe bastare la dignità individuale ad impedirlo, ma chiunque non sia stupido, ha visto che in Parlamento questa è merce rara se non inesistente.
Quindi non ci sono traditori, c'è chi cambia schieramento. E lo può fare proprio perchè non ha bisogno poi di presentarsi con la propria faccia davanti alla gente. La differenza è solo morale: se c'è qualcuno che lo fa per ideologia, bene, è da condannare solo entro certi limiti; chi lo fa per altri motivi si meriterebbe si essere infilato in un sacco della spazzatura e qualificato come "rifiuto tossico nocivo".
Ma in tutte le trasmissioni, sentiamo gli uomini del Pdl che ripetono tutti la stessa cosa (come sono abituati a fare da sedici anni, si imparano la frase del giorno da ripetere fino alla noia): quelli di Fli sono traditori, non rispettano il mandato elettorale "perchè sul simbolo del Pdl c'è scritto 'Berlusconi Presidente'". Ora sul simbolo elettorale ci può essere anche una pornostar, ma non conta nulla. Piaccia o no alla gente del Pdl, siamo in una Repubblica Democratica le cui regole sono scritte nella Carta Costituzionale e non in una tirannia dispotica basata sulla Costituzione di Arcore. Quindi bisogna rispettare la Costituzione, che è chiarissima, nello smentire queste dichiarazioni. Ma ammettiamo pure che ci sia un mandato elettorale rigido basato sul programma presentato agli elettori. Ora, magari è un mio difetto di memoria, ma io non ricordo che Berlusconi promise nel 2008 di licenziare 150 mila tra insegnanti e bidelli e di tagliare 8 miliardi in 3 anni alla scuola, o di rendere i ricercatori precari a vita o di vendere le università ai privati. Nel 2008 non si parlò di licenziare 300 mila dipendenti pubblici, come invece ha promesso Brunetta. Non si parlò di ostacolare l'attività della magistratura, tagliando loro risorse per 3,5 miliardi tra il 2008 e il 2010, bloccando in Parlamento tutte le richieste di autorizzazione a procedere avanzate contro i vari parlamentari e proponendo - come dovrebbe essere fatto nel prossimo Cdm, secondo quanto detto dal Presidente del Consiglio - una riforma che trasforma il Pm in un passacarte che per metà del tempo dovrà leccare il posteriore al Procuratore capo (di nomina ministeriale) e al Ministro della Giustizia, se vuole fare carriera e per l'altra metà dovrà mettere una pezza legale alle illiceità commesse dalle forze dell'ordine nelle indagini. Naturalmente nelle indagini contro i ladri di polli, perchè con la riforma, quello sarà il massimo a cui i Pm potranno dedicarsi. In campagna elettorale nessuno del Pdl aveva detto che non sarebbero state pagate le società che si occupano di fare le intercettazioni telefoniche su disposizione dei Pm e dei giudici, in maniera da privare i magistrati di questo importante mezzo di indagine. D'altronde, sempre se la memoria non mi inganna, in campagna elettorale il Pdl non parlò di dare una mano alla criminalità organizzata con una legge come lo scudo fiscale che ha permesso alla malavita di riciclare - a prezzi vantaggiosissimi - oltre 100 miliardi di euro. Mi si obietterà: ma come? Se la maggioranza dice che ha arrestato tutti i bosso mafiosi? C'è da dire due cose: innanzitutto gli arresti sono stati fatti da forze dell'ordine e magistratura, perchè io non ho mai visto un ministro farsi un sedere così nel pedinare questo o quel boss. Però le forze dell'ordine sono state "ricompensate" con il taglio di risorse per 3 miliardi tra il 2008 e il 2010 e con il congelamento dello stipendio e degli scatti di anzianità fino al 2013; mentre ci sono reparti (come la Squadra Catturandi di Palermo) che aspettano arretrati di straordinari da 3 o 4 anni. La seconda cosa da dire sugli arresti è che sono arresti quasi sempre dei capi dei cosiddetti "gruppi di fuoco". Cioè sono i killer di mafia, camorra e 'ndrangheta, che vanno comunque arrestati per quello che hanno fatto, ma nulla sanno dei traffici e dei rapporti della criminalità organizzata con i politici e con gli imprenditori, vera fonte della loro forza. DI conseguenza il loro arresto non danneggia la malavita, perchè basta poco per trovare un disperato dispostissimo ad incassare 500 o 1000 euro per un omicidio. Quelli che vanno arrestati sono i Matteo Messina Denaro, ma senza aspettare che si consegni, come fece Bernardo Provenzano. Ma con quali mezzi? Con le auto della Polizia che in molte città non hanno la benzina e devono fare la fila ai distributori convenzionati, per fare il pieno? Con il blocco del turnover che nella Polizia va avanti da anni, tanto che ormai trovare in quelle file un under 30 è raro?
Ecco quindi il vincolo di mandato, il tradimento e il Parlamento italiano. Ormai, possono farci una sola cortesia (che non faranno mai): dimettersi tutti in blocco ed emigrare il più lontano possibile, sperando che la nuova generazione di politici sia meglio di quella che ci angustia da 20 anni a questa parte

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di Antonio Rispoli
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