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Interventi a tutela delle ispezioni ministeriali

Trani: Napolitano e Mancino a difesa di Alfano


Trani: Napolitano e Mancino a difesa di Alfano
17/03/2010, 11:03

TRANI - Nella vicenda degli ispettori giudiziari, mandati da Angelino Alfano ai magistrati di Trani, intervengono le due più alte cariche del Csm. E naturalmente, dietro un'apparente equità, intervengono come sempre contro i giudici rei di fare il loro lavoro.
Il primo è stato il vice Presidente del Csm, Nicola Mancino, che questa mattina si è espresso in una nota nella quale diceva che l'ispezione mandata da Alfano è legittima, ma non può e non deve interferire nelle indagini. Poco dopo è arrivata una nota del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nella sua qualità di Presidente del Csm. In questa nota è scritto che "vanno rispettate (in tutti i casi, compreso quello oggi all'attenzione dell'opinione pubblica) l'autonomia delle indagini e l'autonomia degli interventi ispettivi disposti dal Ministro della Giustizia nei limiti dei suoi poteri. È altamente auspicabile che in un periodo di particolari tensioni politiche qual è quello della campagna per le elezioni regionali, si evitino drammatizzazioni e contrapposizioni, come sempre fuorvianti, sul piano istituzionale".
Il punto centrale però è esattamente questo: mandare gli ispettori del Ministero di Grazia e Giustizia su una indagine appena iniziata, come quella di Trani, solo perchè vi è coinvolto il Presidente del Consiglio, significa esattamente intralciare le indagini e cercare di venire a conoscenza degli atti che sono stati finora tenuti secretati. E se si fa questo, lo si fa proprio per dare più armi all'imputato eccellente di turno. Un Presidente ed un vice Presidente del Csm che difendono queste interferenze (anche se dicono che non vanno chiamate interferenze) dimostrano di non voler tutelare l'operato dei magistrati, cioè di coloro che dovrebbero difendere.

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di Antonio Rispoli
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