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Chieste al ministro Lupi detrazioni fiscali

Trasporti: Caldoro corre ai ripari, ma restano i crack


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Trasporti: Caldoro corre ai ripari, ma restano i crack
16/05/2013, 13:31

NAPOLI - Un trasporto al collasso, tante ombre sulla gestione di un comparto che in Campania rappresenta il secondo mega colabrodo dopo la Sanità. Missione romana per il governatore Stefano Caldoro che sa da una parte sta tentando di ricucire lo strappo proprio su trasporti e infrastrutture pungolando il neo governo Letta su metodologie praticabili per ridare smalto alle imprese, dall'altro canto deve fare i conti propri con quei colabrodo istituzionali rappresentati sia dalla gestione amministrativa del problema che dai carrozzoni come EavBus che oltre alla liquidità residua ha risucchiato la pazienza di lavoratori e utenti. L'idea del governatore campano riguarda un sistema di detrazioni fiscali e quindi di agevolazioni alle imprese in modo tale che possano respirare e quindi ripartire. Questi i temi caldi sui quali il presidente della regione Campania si confronterà con il ministro Lupi, al quale chiederà certezze sui grandi progetti che riguardano porti, interporti e aeroporti. Sui trasporti la situazione è più delicata: sono due i punti fondamentali, il primo riguarda la riprogrammazione dei servizi minimi per non perdere la trance di 55milioni di euro spettanti a palazzo S. Lucia, ed il secondo punto è la revisione di tutti i contratti di servizio per far strada alle liberalizzazioni. Su questi versanti è concentrato l'assessore al ramo Sergio Vetrella che, a prescindere dalle capacità teoriche a iosa, non ha saputo gestire i disastri napoletani dei settori gomma e ferro, lasciando campo libero a manager disinvolti come Polese e compagnia dell'anello di fare il proprio comodo in un comparto nel quale Vetrella ha vestito i panni dell'Hobbit. Di questa circostanza sono pieni i faldoni della procura come quelli dei sindacati in relazione alle migliaia di lavoratori che giorno dopo giorno ingrossano le file degli esodati. Perchè ciò che resta di questa sorta di filiera politico-istituzionale è che in Campania lievitano solo le casse dei manager, mentre si azzera il potere d'acquisto delle famiglie normali, quelle che, naturalmente, pagano sempre i debiti di tutti.

 

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di Redazione
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