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L'ex pm: "Non ha chiari i fatti"

Trattativa Stato-mafia, Ingroia stoccata su Pisanu

De Magistris: "Pisanu edulcora la realtà"

Trattativa Stato-mafia, Ingroia stoccata su Pisanu
09/01/2013, 20:27

ROMA – “Una trattativa senza mandato politico? Credo che il presidente non abbia bene idea di quello che è accaduto in Italia. Ci sono le prove che la trattativa aveva mandanti politici e che fu portata avanti proprio per realizzare il patto politico mafioso”. L'uomo-simbolo dell'inchiesta in corso a Palermo sulla trattativa Stato-mafia, Antonio Ingroia, il pm che ha scelto per ora di lasciare le aule giudiziarie per la politica, si mostra poco convinto dalle tesi sostenute dal presidente della commissione Antimafia, Beppe Pisanu. Nella relazione conclusiva del lavoro di indagine svolto dalla commissione parlamentare, attraverso audizioni e acquisizioni di documenti, per capire cosa accadde nei primi anni '90, all'epoca delle stragi, tra Cosa Nostra e pezzi delle istituzioni, Pisanu sostiene infatti come sia “logico parlare, più che di una trattativa sul 41bis, di una tacita e parziale intesa tra parti in conflitto” e che lo “lo Stato, in quanto tale, nei suoi organi decisionali, non ha interloquito”. Parole da cui “traggo argomenti ulteriori per confermare la bontà della mia scelta di entrare in Parlamento”, rincara la dose Ingroia. Del resto il Pdci, che aderisce a Rivoluzione civile, il movimento lanciato da Ingroia, chiede una commissione d'inchiesta sulla trattativa, annunciando che sarà questa una delle prime proposte dei parlamentari” della nuova formazione politica. Critico anche il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, secondo il quale Pisanu “edulcora la realtà”. Diverso l'approccio di Pietro Grasso, un altro magistrato che ha lasciato la toga per candidarsi con il Pd, secondo il quale “la commissione parlamentare guidata da Pisanu ha svolto un lavoro importante che resta un punto di riferimento”. Ma l'ex procuratore nazionale antimafia è convinto che il lavoro debba continuare e nella prossima legislatura proporrà una “commissione stragi” che si occupi anche del terrorismo mafioso che ha insanguinato il nostro paese. Sul fronte politico opposto, Maurizio Gasparri, capogruppo Pdl al Senato, ribadisce invece che si devono “puntare i riflettori su Scalfaro e su Conso”, l'ex presidente della Repubblica morto circa un anno fa, e l'ex ministro della Giustizia che secondo l'accusa che gli viene mossa avrebbe allentato il 41 bis per dare un segnale alla mafia. Gasparri li addita “tra i maggiori responsabili della resa dello Stato alla mafia con l'attenuazione del carcere duro”. Delusa l'associazione dei familiari delle vittime della strage dei Georgofili, che ravvisa “contraddizioni” nelle posizioni espresse da Pisanu e afferma: “Abbiamo sempre confidato nella magistratura e sempre diffidato della politica”.

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di Valerio Esca
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